Mary Wigman e la danza tedesca del primo Novecento

di Susan Manning; a cura di Patrizia Veroli

wigman

 

Isbn 978-88-95868-10-3

Roma 2016   pp. 454   €28

Indice

Si presenta qui in traduzione italiana l’importante studio monografico si Susan Manning, tra i maggiori pubblicati su Mary Wigman e sulla danza tedesca della prima metà del Novecento (Premio De La Torre Bueno 1994). Nata nel 1886 e scomparsa nel 1973, Wigman è stata una delle più importanti artiste europee del secolo scorso, colei la cui «danza d’espressione» è stata spesso associata all’espressionismo. Partecipe del clima di profondo rinnovamento che investì la Germania in quegli anni, Wigman credette in una danza del tutto svincolata dalle regole del codice tecnico classico-accademico, nella convinzione che solo così il movimento corporeo potesse essere pienamente espressivo. Le sue invenzioni hanno riguardato ogni aspetto dello spettacolo danzato: tecnico, stilistico e drammaturgico. Basandosi su una solida ricerca documentaria e iconografica, Susan Manning ha messo a fuoco la figura di questa grande artista, restituendo alla danza il ruolo cruciale che ebbe nella Repubblica di Weimar e mettendo in chiaro le ambiguità e le tensioni che hanno caratterizzato il rapporto di Mary Wigman e, con lei, di parte della sua generazione con l’ideologia e il potere nazisti.

 

 

 

 

 

Recensioni:

Susanne Franco, Il vortice di un corpo astratto che risucchia lo spazio scenico, in «Alias – Il Manifesto», 14.01.2017 - https://ilmanifesto.it/se-il-corpo-diventa-astratto/

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