Un’affinità elettiva.

Trasposizioni cinematografiche tra Germania e Italia

 a cura di Simone Costagli e Matteo Galli

trasportazioni-cinematografiche

 

Isbn 978-88-95868-19-6

Roma 2016   pp. 132   €20

Indice

I saggi contenuti in questo volume sono dedicati ad alcune trasposizioni cinematografiche e televisive di testi di letteratura tedesca realizzate in Italia, nonché a testi di letteratura italiana trasposti in area tedesca. L’intenzione è di affiancare alle tradizionali prospettive critiche (la cosiddetta fedeltà tra opere dotate di statuto linguistico ed estetico indipendente, la dialettica autoriale fra spiriti eletti, ecc.) una prospettiva originale per lo studio degli adattamenti cinematografici da opere letterarie, ossia la trasposizione come veicolo di scambio tra culture nazionali diverse, come occasione per elaborare e rinegoziare stereotipi, paesaggi, storie e vicende politiche. Oltre alla (ri-)considerazione di alcuni testi che rientrano nel paradigma autoriale (i fratelli Taviani che traspongono Goethe, Maurizio Zaccaro che riscrive Stifter, Marco Bellocchio che riallestisce Kleist, Straub e Huillet che adattano Vittorini, Pavese, Fortini), il volume intende da un lato ampliare il canone studiando alcune opere televisive (sceneggiati tratti da Thomas Mann, da Dürrenmatt, da Pirandello), dall’altro aprirsi alla letteratura e al cinema di genere (il caso Scampolo), provando infine ad adottare, attraverso lo studio del catalogo Adelphi, un potenziale riferimento teorico.