Johann Joachim Winckelmann: dalla storia alle storie
4 Aprile 2017
N° 11 (2017) Materiali e documenti
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21 Aprile 2017
N° 11 (2017)

Fascicolo completo

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Sommario

Saggi. Cultura – Letteratura – Linguistica

  • Sul rapporto fede-sapere: Regina Jonas oltre la «Wissenschaft des Judentums», PDF
    Irene Kajon

    • L’articolo colloca la figura di Regina Jonas, la prima donna rabbino, allieva della «Hochschule für die Wissenschaft des Judentums» di Berlino dal 1924 al 1930, nel contesto della «Wissenschaft des Judentums»: esso mostra la differenza riguardo alla nozione del rapporto fede-sapere tra Regina Jonas e i suoi maestri Eduard Baneth, Leo Baeck, Julius Guttmann, Ismar Elbogen. Collegando nei suoi scritti in modo più convincente di tali figure sentimento e ragione, soggettività personale e oggettività storica e scientifica, Regina Jonas mostra una profonda consonanza con Hermann Cohen come autore della Religione della ragione dalle fonti dell’ebraismo, scomparso nel 1918, il cui spirito tuttavia ancora ai suoi tempi aleggiava nella «Hochschule», nella quale aveva insegnato dal 1912 al 1918.
  • Abgründe und Spiegelungen. Noten zu einem Versuch über die Heimat, PDF (DEUTSCH)
    Markus Ophälders

    • Heimat und im Gegenzug Heimatlosigkeit werden traditionell immer auf einen bestimmten Ort und in zeitlicher Hinsicht auf eine an diesem Ort heimische Tradition bezogen und als Fundament von individueller und kollektiver Identität gefasst. Was kann es demnach heißen, im heutigen Zeitalter der Migrationen von Heimat zu reden? Zunächst einmal muß betont werden, dass Heimat keins von beidem ist, weder ein Ort noch eine Tradition. Heimat stellt eine Beziehung dar, genauer: die Beziehung eines jeweiligen Subjekts zu einem solchen Ort in seiner Erfahrung und Erinnerung. Heimat bedeutet also in Beziehung stehen und ein solches Verhältnis bezeichnet einen Reflexionszusammenhang, in welchem Erinnerung, Einbildungskraft, Vorstellungskraft, Wahrnehmung, kurz: mimetische und rationale Möglichkeiten von Erfahrung in eine fruchtbare Konstellation treten. Dies gilt jedoch nicht allein für unsere heutige Zeit, sondern auch für die Vergangenheit: der Gedanke an Heimat, gar Heimatlosigkeit, selbst Heimweh oder Nostalgie kann ja erst dort aufkommen, wo versucht wird, einem vermeintlichen Verlust von Heimat mit ihrer Verdinglichung und Fetischisierung zu begegnen. Ein in dieser Weise als Reflexionszusammenhang gefasster Begriff von Heimat ist nicht nur Korrektiv eines solchen pervertierten Begriffs, sondern gibt ebenso Ausblicke auf einen fruchtbaren und umfassenden Begriff von Heimat frei, der sich am Ende mit dem von Kultur deckt.
  • Der Dichter und der Historiker. Über Goethes Verhältnis zu Manzoni, PDF (DEUTSCH)
    Aldo Venturelli

    • Il contributo indaga il rapporto intercorso tra il 1818 e il 1832 tra Goethe e Manzoni. Tale rapporto fu in gran parte un rapporto indiretto, realizzatosi in particolare attraverso l’intermediazione di Gaetano Cattaneo, amico di Manzoni e figura di primo piano della cultura milanese di quel periodo, e dell’imprenditore Heinrich Mylius, attivo a Milano e in stretto contatto con Weimar. Il contributo indaga con attenzione le diverse testimonianze di questo rapporto al fine di evidenziare il dialogo approfondito, che si instaurò in quegli anni tra i due scrittori. Tale dialogo riguardò soprattutto la difficile relazione tra invenzione artistica e realtà storica, ma toccò altri temi di grande rilievo nel dibattito culturale europeo dopo la fine del periodo napoleonico; esso rappresenta uno degli esempi più significativi di quell’idea di «Weltliteratur» sostenuta da Goethe negli ultimi anni della sua vita.
  • Alla maniera di Goethe. Su una traccia di Walter Benjamin, PDF
    Saverio Campanini

    • Prendendo spunto da un passo del carteggio tra Walter Benjamin e Gershom Scholem, di cui si annuncia una nuova traduzione italiana, l’articolo indaga la possibile fonte di un inciso alquanto enigmatico nel quale Benjamin sembra citare Goethe. Il problema del testo al quale farebbe riferimento, nonostante gli sforzi dei commentatori (Scholem stesso, Werner Kraft, Siegfried Unseld, tra gli altri) ha condotto a formulare diverse proposte, nessuna delle quali davvero soddisfacente. L’autore aggiunge ulteriori ipotesi che, proprio per la loro proliferazione, non dissipano il sospetto di una loro sostanziale inanità. Nell’edizione dell’epistolario di Walter Benjamin, a cura di Gödde e Lonitz, si formula un’ipotesi del tutto diversa: Benjamin, alludendo a Goethe o, in altri casi, a Zelter, non si riferisce a un passo in particolare ma a una specifica figura grammaticale, l’elisione del soggetto nelle subordinate. Se ne trae occasione per determinare, da un punto di vista eccentrico, il ruolo e il significato del richiamo a Goethe in Benjamin e in Scholem.
  • Caduta dell’epos e rinascita della tragedia: Paul Ernst e il ‘Nibelungenlied’, PDF
    Matteo Zupancic

    • A partire da una fase di riscoperta iniziale, segnata dal paragone con l’epica greca e dal tentativo di  presentarlo come epos identitario/nazionale del popolo tedesco, il Nibelungenlied fu sottoposto a numerose quanto celebri rielaborazioni drammatiche. All’apice di un simile processo e alle soglie del definitivo assestamento del poema all’interno dell’orizzonte culturale della propaganda nazionalsocialista, il drammaturgo Paul Ernst si riavvicinò ad esso constatando, in un sodalizio teorico con György Lukács, la fine dell’epos e la necessità di affrontare la materia nibelungica sul piano di un recupero delle forme della tragedia classica greca. Attraverso un’analisi della produzione saggistica dell’autore e del materiale preparatorio per il dramma Brunhild (1909), il presente articolo propone un inquadramento dell’operazione di Ernst non solo come un ulteriore tassello nella ricezione del Nibelungenlied, ma anche come uno straordinario ‘case study’ per alcuni degli aspetti più cruciali della literarische Moderne: la riflessione sul linguaggio, la funzione del mito, il tramonto dell’epica e il peso dell’eredità nietzscheana.
  • Mendel Singer Goes to Hollywood. On the Lost 1936 Film Adaptation of Joseph Roth’s Novel ‘Hiob’, PDF (ENGLISH)
    Francesco Burzacca

    • In 1936, the major Hollywood studio 20th Century-Fox released Sins of Man, the first-ever film adaptation of Joseph Roth’s international bestselling novel Hiob (1930). The movie quickly disappeared from film theaters, and has often been wrongly considered lost by Roth scholars.
      This essay traces the vicissitudes behind the production of Sins of Man, and examines its short-lived reception, both in America and among Roth’s circle of friends and German expatriate intellectuals. Additionally, thanks to an unprecedented opportunity to attend a research screening at the University of California Film & Television Archive in Los Angeles, the custodians of a surviving copy of the film, the essay offers a critical analysis of Sins of Man that sheds light on recurrent misunderstandings regarding the film, and opens up discussion for new critical perspectives and interpretations.
  • Geheimes Lachen und ambivalente Scherze: Thomas Manns Transformation hebräischer Polysemie in den ‘Joseph’-Romanen, PDF (DEUTSCH)
    Massimiliano De Villa
  • Versi francesi nel ‘Krull’ di Thomas Mann: da Béranger a Hugo, PDF
    Valerio Magrelli

    • Come in molte altre sue opere, dalle più giovanili fino a quelle della piena maturità, Thomas Mann inserì, o forse volle nascondere, alcuni passi in versi anche all’interno del romanzo Felix Krull. Si tratta, com’è ben noto, di un testo particolarmente significativo, in quanto l’autore vi lavorò per quasi quarant’anni, prima di pubblicarlo (ancora incompiuto) nel 1954, vale a dire un anno prima della sua morte. Non per niente, la critica ha parlato di una contaminazione fra prosa e poesia, di una vera e propria latenza metrica – fenomeni in parte ignorati nella traduzione italiana del 1954, finora l’unica relativa alla versione definitiva. Il saggio di Magrelli analizza le pagine in questione, riconducendole ad una più generale scelta stilistica, e proponendo al contempo una possibile resa in italiano del ricco materiale metrico, materiale caratterizzata da una miscidanza linguistica tipica di un eroe, appunto Krull, che non a caso padroneggia tedesco e francese, inglese e italiano.
  • Memoria, identità, e finzione letteraria. Alcune riflessioni su ‘Sieben Sprünge vom Rand der Welt’ di Ulrike Draesner, PDF
    Dora Rusciano

    • A partire romanzo Sieben Sprünge vom Rand der Welt di Ulrike Draesner, il testo propone una riflessione sulle diverse modalità di interpretare il ruolo della finzione letteraria nella costruzione di una memoria condivisa di eventi storici. Dopo una presentazione delle teorie sulla memoria dei coniugi Assmann e del concetto di postmemory proposto da Marianne Hirsch, che offrono importanti spunti teorici sull’argomento, si analizza il modo specifico in cui Draesner concepisce il legame tra narrazione e storia. Viene mostrato come, attraverso un particolare uso del linguaggio e del medium della rete, l’autrice provi a dare un forte impulso al ruolo attivo dei lettori nella costruzione della memoria di eventi passati. Viene messo in evidenza come questo implichi una diversa interpretazione della relazione tra memoria, identità e narrazione, fondata sulla negazione di identità culturali stabili e la concezione del ruolo dell’autore come custode di molteplicità e dinamismo culturale.
  • «Als Witze Scherze waren». Über die Polysemie des Worts ‘Witz’ mit besonderer Berücksichtigung seiner Verwendung als Fachwort der Ästhetik im Werk ‘Gedancken von Schertzen’ von G.F. Meier, PDF (DEUTSCH)
    Marina Foschi

    • Polysemie oder die Eigenschaft von Wörtern, die je nach Verwendungsweise auf unterschiedliche Gegenstände Bezug nehmen können, wird in der Regel – wie es für Witz der Fall ist – durch die Auflistung mehrerer Bedeutungen in den Lexika registriert, womit aber nicht erklärt wird, warum die Mehrzahl der Alltagswörter Polysemie aufweist. Das Phänomen kann u.a. durch den Wortwandel ausgelegt werden, wie es hier am Beispiel des Worts Witz gezeigt werden soll. Das gegenwartsdeutsche Wort Witz spielt auf zwei gegensätzliche, einander widersprechende und sich gegenseitig ausschließende semantische Sphären an: einerseits auf die Sphäre der kognitiven Fähigkeit der Menschen, andererseits auf diejenige der Komik. Grundlage dieser Form «oxymorischer Polysemie» ist die semantische Entwicklung des Worts, die mindestens teilweise durch den Kontakt und den gegenseitigen Einfluss von Witz als Wort der Alltagssprache und Witz als Fachwort der Philosophie bedingt wurde. Die Ästhetik des 18. Jahrhunderts bezeichnet das, was man heute standardsprachlich vorrangig unter Witz versteht, nämlich eine Form der Komik, durch das Wort Scherz, was auf paradigmatische Weise in Georg Friedrich Meiers Abhandlung Gedancken von Schertzen (1744) belegt ist.

Ricerche

  • ‘La formazione di un intellettuale europeo: Ludwig Pollak’. Erschließung der frühen Tagebücher durch das Istituto Italiano di Studi Germanici – Perspektiven der Forschung, PDF (DEUTSCH)
    Selma Jahnke

    • Im Mittelpunkt des Forschungsprojekts stehen die frühen Tagebücher des bedeutenden Netzwerkakteurs, Altertumswissenschaftlers, Kunsthändlers, – vermittlers und –sammlers Ludwig Pollak, geboren 1868 am Rande des Prager Ghettos, der sich nach seinen Studienjahren in Prag und Wien und zahlreichen Bildungsreisen 1895 in Rom ansiedelt. Die schwer zu entziffernden Bleistiftmanuskripte in altdeutscher Kurrentschrift sollen in Zusammenarbeit mit dem Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco di Roma, das sie als Teil des Fondo Pollak besitzt, transkribiert und ediert werden. Sie stellen ein außerordentliches historisches Dokument dar, interessant für unterschiedliche wissenschaftliche Fragestellungen aus den Bereichen der Kunstgeschichte, Archäologie, Wissenschaftsgeschichte, Netzwerkanalyse, der Kulturwissenschaften (insbesondere mit Blick auf ihre Behandlung des Themas Sammeln), Judaistik und Linguistik. Das Projekt fokussiert den Aspekt Bildung, der für Pollak zentral ist: von den im Tagebuch dokumentierten Bildungserlebnissen des jungen Mannes über Pollaks Bildungsideal, das mit Strömungen seiner Zeit kollidiert, bis hin zur Bedeutung eines spezifischen Bildungswissens für seine soziale Position, als Ressource seines Geschäftes und im Rahmen eines europäischen Kulturtransfers, innerhalb dessen Pollak als Vermittlerfigur paradigmatisch erscheint.
  • “Auf den ‘italienischen’ Marmorklippen”. La difficile diffusione di Ernst Jünger in Italia e il contributo della casa editrice Mondadori (1935-1942), PDF
    Elisa D’Annibale

    • Scopo di questo saggio è illustrare le vie attraverso le quali la cultura italiana ha inizialmente recepito l’opera di di Ernst Jünger, in modo particolare il suo romanzo Auf den Marmorklippen del 1939. Questa ricostruzione si articola su due livelli: analizza dapprima la ricezione intellettuale vera e propria, concentrandosi sul lavoro di Delio Cantimori e Giaime Pintor, e poi quella di politica editoriale attraverso i pareri di lettura della casa editrice Mondadori. Attraverso questo doppio registro della difficile diffusione di Jünger in Italia, si cerca di fare luce su quei complessi rapporti culturali nati tra Italia e Germania nella prima metà del Novecento.
  • Perché serve un archivio della germanistica, PDF
    Pier Carlo Bontempelli

    • Il presente contributo intende mettere in evidenza l’importanza della ricerca archivistica in relazione alla storia della germanistica italiana come disciplina universitaria. Alcuni recenti  lavori scientifici in corso o già conclusi presso l’istituto Italiano di Studi Germanici hanno evidenziato che per la sua storia esso è il referente principale di tali ricerche sull’auto-coscienza disciplinare. Il presente contributo definisce anche le linee-quadro di una possibile storia della germanistica italiana che tenga conto di alcuni elementi fondamentali insiti nella nascita e nell’evoluzione di tale comunità accademica e disciplinare a partire dalla sua fondazione con Arturo Farinelli: la formazione di un habitus specifico, l’ esistenza di una metodologia consolidata e trasmissibile, luoghi di formazione e ricerca, gerarchia degli oggetti studiati e capitale culturale attribuito agli stessi. Una storia autoriflessiva della germanistica è chiamata a dare risposte a queste domande nel quadro più ampio di una storia sociale delle scienze umane.

Osservatorio critico della germanistica

Abstracts

Hanno collaborato


ISSN: 0039-2952

Ultimo aggiornamento 19 Ottobre 2021 a cura di Luisa Giannandrea