Modulo 6 Spese varie
6 Aprile 2018
MAGIA, SCIENZA E TRASFORMAZIONE NELL’OPERA DI STRINDBERG
17 Aprile 2018
2018 - n° 13

Fascicolo completo

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Sommario

Saggi. Cultura – Letteratura – Linguistica

  • Walther Rathenaus ‘sermo propheticus’ in der Zeit der Seelenvergessenheit, PDF (DEUTSCH)
    Mario Bosincu

    • Der vorliegende Beitrag zielt darauf ab zu verdeutlichen, dass Walther Rathenaus Kulturkritik der Moderne als ein Ausdruck der Wiederbelebung des sermo propheticus betrachtet werden kann, wie er, im Kontext der modernen Weisheitsliteratur, im genre of the sage Gestalt gewann. Tatsächlich bewirkte die Kulturkatastrophe der Moderne die Renaissance der prophetischen Rhetorik, da gerade die Verwirklichung der kapitalistischen Utopie das Auftreten prophetenartiger Schriftsteller erforderte, deren Bücher bezweckten, die Übel der modernen Gesellschaft zu kritisieren und ihre Leser zum Bewusstsein ihrer pervertierten Seinsweise zu bringen, um ihnen den Heilsweg zur inneren Selbstverwandlung zu weisen. Im Besonderen dreht sich Rathenaus Prophetentum um die Diagnose der Mechanisierung des Menschen, d.h. seiner inneren Versklavung durch die Zweckrationalität, und der daraus resultierenden Seelenvergessenheit, und hat also das Ziel, seinen Lesern – unter Anwendung einer ethopoetischen Schreibweise – den Schlüssel zur Wiedergewinnung eines wiederbeseelten Seinsmodus zu liefern.
  • Zwischen germanischem Hochmittelalter und deutschem Humanismus: Das Wiederaufleben der antiquarischen Tradition im England des 16. Jahrhunderts, PDF (DEUTSCH)
    Marco Battaglia

    • In der frühen Neuzeit der abendländischen Geschichte hat die theologische Auseinandersetzung zwischen Katholiken und Protestanten bei allen Rückschlägen eine kulturelle Dynamik erzeugt, die den Dialog zwischen religiösen Kreisen und einer erneuerten historiografischen, politischen wie auch literarischen Kultur begünstigte. Dank ihrer innovativen philologischen Bemühungen und der Untersuchungen zur Evolution des Christentums übte die Reformation einen nicht zu unterschätzenden Einfluss sowohl auf das literarische Gebiet als auch auf die Sprach-entwicklung aus und trug so zu einer ideologischen Bestimmung jener nicht eindeutig identifizierten Gesamtheit chronologischer Bezüge bei, die die angloamerikanische Kultur zu Recht mit einem Plural, Middle Ages, bezeichnet. In den Wirren, die auf die Thronbesteigung Elisabeths I. Tudor in England folgten, zeichnen sich die Umrisse eines reichen kulturellen Austauschs zwischen den Vertretern der englischen Reformation und der zeitgenössischen historiografischen, literarischen und philologischen Debatte auf dem Kontinent ab. Eine bedeutende Rolle in diesem deutsch-englischen Austausch fiel dem kroatischen Theologen Matthias Vlačić ‘Ilirik’ zu, einem international bekannten Forscher, der in Venedig und Deutschland studiert hatte und als Vertreter der neuzeitlichen wissenschaftlichen Philologie lange Zeit die ältesten Phasen der deutschen Sprache und Literatur erforschte.
  • La Capanna musicale delle zucche: un caso di fortuna e ricezione musicale della riforma metrica di Martin Opitz, PDF
    Mauro Masiero

    • Con la pubblicazione del Buch von der deutschen Poeterey (1624), Martin Opitz si pone come riformatore della metrica tedesca. Abbandonate le velleità di creare una metrica quantitativa di stampo classico, Opitz rivolge l’attenzione all’accentazione naturale delle parole tedesche per la creazione di versi giambici o trocaici. La Versreform mette in atto ben presto le sue potenzialità musicali: nel 1631 a Königsberg fiorisce un gruppo di poeti e musicisti che la recepisce e la fa propria con entusiasmo: si tratta della Musikalische Kürbishütte, sorta intorno all’organista Heinrich Albert e ai poeti Simon Dach e Robert Roberthin. Da questa fucina escono centinaia di Lieder, di cui circa 180 intonati da Albert e raccolti in otto volumi. Nel presente articolo ne viene preso in esame un esemplare particolarmente significativo per quel che riguarda il rapporto tra poesia e musica.
  • L’’Enthusiasmus’ di Adam Lux. Una riflessione sotto il segno della ‘Spätaufklärung, PDF
    David Matteini

    • L’articolo intende analizzare la tesi di dottorato del Jakobiner Adam Lux (1765-1793), Enthusiasmus. Lo scritto si rivela un prezioso tassello storiografico che arricchisce il dibattito attorno alla cangiante natura del tardo Illuminismo europeo e, più nello specifico, del periodo della Spätaufklärung. L’analisi ci permette infatti di mettere in risalto la forte permeabilità dei contesti culturali tedeschi di quegli anni e la presenza di quei «transfert culturali» che sarebbero stati fondamentali per la nascita delle correnti rivoluzionari di fine secolo. È nel concetto di «entusiasmo universale» elaborato da Lux che si possono così rintracciare non solo le ovvie influenze dell’Illuminismo francese dei philosophes e degli encyclopédistes, ma anche quelle, altresì fondamentali nella cultura illuministica, di lontane tradizioni religiose. Per queste ragioni, oltre a rivestire un certo peso politologico (soprattutto se messo in prospettiva con l’esperienza rivoluzionaria), l’Enthusiasmus offre le chiavi per comprendere in che modo potesse pensare un giovane Spätaufklärer cresciuto in un contesto quanto mai vivo e ricco delle più disparate suggestioni culturali.
  • Der humanistische Autordiskurs im Schnittfeld von neulateinischer und volkssprachlicher Mittelalter-Rezeption: Die Barbarossa-Vita des Johannes Adelphus Muling, PDF (DEUTSCH)
    Barbara Sasse

    • Die zuerst 1520 in Straßburg gedruckte Schrift Barbarossa. Ein wahrhafftige beschreibung des Lebens und der Geschichte Kaiser Friedrichs I. des Humanisten und Arztes Johannes Adelphus Muling war die am weitesten verbreitete Quelle zur Geschichte Kaiser Friedrichs I. in der Frühen Neuzeit. Ihre Entstehung fügt sich in die nationale historische Debatte des zeitgenössischen Humanismus, insbesondere des Elsässer Kreises um Sebastian Brant und Jakob Wimpfeling, ein. Es handelt sich um eine Kompilation von Quellen unterschiedlicher Gattungszugehörigkeiten und Provenienzen. Neben den mehrheitlich lateinischen Werken, mittelalterlichen und zeitgenössischen, inseriert Muling auch einen Auszug aus dem 1519 gedruckten Volksbuch vom Kaiser Friedrich Rotbart. Damit fungierte er als Vermittler der lateinischen Barbarossa-Literatur in die Volkssprache (er selbst verstand sein Werk als Übersetzung). Durch die Zusammenführung der unterschiedlichen literarischen Redetraditionen stellte Mulings Text die Weichen für die Konstruktion des kollektiven Barbarossa-Mythos, dessen Narrative bekanntlich bis in der Moderne hinein weiter fort- und umgeschrieben wurden. Anhand einer Analyse der inhaltlichen Struktur des Barbarossa sowie insbesondere seines komplexen paratextuellen Apparats werden die Nahtstellen zwischen humanistischem und volkssprachlichem Diskurs aufgezeigt und der Text selbst in Bezug zu Mulings eigenem Autorverständnis gesetzt.
  • La metamorfosi della Sfinge nell’’Edipo’ di Hofmannsthal, PDF
    Luca Crescenzi

    • Il saggio si propone di analizzare il dramma di Hugo von Hoffmannsthal Edipo e la sfinge alla luce della ricezione – da parte dell’autore – dell’idea di tragedia antica proposta da Hölderlin e Nietzsche. Attraverso un’analisi attenta del testo drammatico, lo studio intende dimostrare come l’influenza di questi due autori su Hofmannsthal – poco considerata fino a questo momento – sia di fondamentale importanza per il concetto di relazione dialettica tra mondo antico e mondo moderno. Un confronto con la rappresentazione del destino di Edipo nella Nascita della tragedia permette di gettare nuove prospettive sulla visione hofmannsthaliana del mito e di una sua possibile rinascita nella poesia moderna.
  • Il romanzo come «stimolante della vita». Sulla ‘magia’ della ‘Montagna magica’ di Thomas Mann, PDF
    Gianluca Paolucci

    • Nel saggio Vom Geist der Medizin (1925) Thomas Mann suggerisce che lo Zauberberg (1924) non soltanto racconta la storia della guarigione del protagonista Hans Castorp, ma sarebbe esso stesso, in quanto romanzo, «ärztlich», curativo, laddove si prefigge, al pari della scienza medica, «die Wiederherstellung der menschlichen Idee in ihrer Reinheit». In base a una prospettiva reader-oriented – giustificata dall’attenzione di Mann per la Wirkungsästhetik della sua opera, come emerge nella conferenza tenuta a Princeton nel 1938 – e coniugando in modo inedito il tema del potenziamento ermetico con le suggestioni intellettuali che provengono dalle più recenti acquisizioni circa il rapporto tra letteratura, biologia e neuroscienze, nel contributo si argomenta che l’autore ha prospettato anche per il pubblico dei suoi lettori la medesima terapia pensata per il protagonista. La principale tesi del saggio è che per Mann non si tratta soltanto di rappresentare mimeticamente «una nuova concezione dell’uomo come spiritualità-corporea» all’interno della Montagna magica, raffigurandola nell’esperienza individuale di Castorp e a livello di contenuti, bensì di contribuire alla creazione di una nuova umanità attraverso lo strumento performativo della letteratura. E questo a partire da una feconda riflessione di Mann – mediata dal confronto con l’opera di Marsilio Ficino e di Friedrich Nietzsche – circa lo stretto legame tra arte e scienze della vita, e sulla possibilità – postulata in Von Deutscher Republik (1922) – della parola letteraria di farsi medium fondante della democrazia weimariana.
  • «Fast ohne Kultur». Rainer Maria Rilke e la lettura, PDF
    Marco Rispoli

    • L’articolo pone a tema il rapporto di Rainer Maria Rilke con la lettura. In un contesto caratterizzato da un’ipertrofica coscienza storico-letteraria e quindi dalla diffusione, presso gli autori, della cosiddetta «angoscia dell’influenza« (Bloom), Rilke appare un’eccezione: a lui mancano completamente i tratti del poeta doctus e non vi è traccia dello sgomento di chi ha letto «tous les livres». Il suo incerto rapporto con le disparate tradizioni letterarie mostra invece aspetti peculiari e ambivalenti: il disagio da lui sentito per la relativa mancanza di cultura è al contempo presupposto per un’opera poetica dai tratti fortemente individuali. Simili ambivalenze vengono qui indagate a partire dalle sue riflessioni saggistiche, dalle sue esperienze biografiche e soprattutto a partire dalle tracce che il tema ha lasciato nella sua opera poetica.
  • «E quando venne il tempo dei confini…». Stefan George e il rapporto tra cultura olandese e tedesca nella (ri)costruzione di Albert Verwey, PDF
    Marco Prandoni

    • Il contributo fornisce una riconsiderazione critica del modo in cui il poeta e pubblicista olandese Albert Verwey utilizzò e rappresentò il suo rapporto con Stefan George e con la cultura tedesca per posizionarsi nel campo letterario olandese. Negli anni Novanta dell’Ottocento, dopo la rottura con Willem Kloos, Verwey sentì l’esigenza di contatti internazionali che potessero consolidare la sua reputazione in patria, ancora non del tutto stabilita. L’amicizia tra i due poeti avrebbe dovuto, nelle intenzioni, portare a reciproca comprensione, a livello personale e tra i popoli tedesco e olandese, anche grazie a traduzioni l’uno dell’opera dell’altro. Tuttavia, con l’inizio del nuovo secolo si verificò un progressivo estraniamento. Nel saggio Olanda e Germania, Verwey celebrava quei momenti storici – in primis il Seicento – in cui la cultura neerlandese espresse il proprio genio internazionale-cosmopolita, diventando un modello di riferimento per quella tedesca. Inoltre, a partire dalla pubblicazione di Der siebente Ring nel 1907, Verwey individuava nel collega un orientamento culturale – monarchico, assolutista, antidemocratico – giudicato incompatibile con il proprio, in quanto olandese. La Prima guerra mondiale avrebbe poi portato a una completa rottura. Dopo la pubblicazione della biografia-agiografia di George da parte di Friedrich Wolters nel 1930, il poeta olandese, divenuto frattanto professore di Letteratura neerlandese a Leida, sentì il bisogno di chiarire la storia del proprio rapporto con George e con la cultura tedesca.
  • ‘Schrecken vor Tod’. Un’ipotesi di intertestualità tra la ‘Traumnovelle’ di Arthur Schnitzler e le ‘Sieben Variationen’ di Heimito von Doderer, PDF
    Matteo Zupancic

    • L’articolo indaga la potenziale relazione di intertestualità non dichiarata che lega la  schnitzleriana Traumnovelle e le Sieben Variationen über ein Thema von Johann Peter Hebel di Heimito von Doderer, prestando particolare attenzione al carattere ambiguo e contraddittorio connaturato al rapporto tra i due scrittori viennesi. Attraverso un’indagine delle dichiarazioni sparse all’interno dei Tagebücher giovanili, nonché mediante un’analisi contrastiva dei due testi, si cerca di ricostruire quella che sembra essere una pagina mancante nell’ambito degli studi sulle fonti di Heimito von Doderer e, contemporaneamente, di offrire un ulteriore supporto scientifico per l’indagine di una delle sue opere meno celebri.
  • Soziokulturelle Theorien im Kontext von Deutsch als Fremdsprache, PDF (DEUTSCH)
    Beate Baumann

    • Das Erlernen einer Fremdsprache ist nicht nur ein kognitiver Prozess, sondern ebenso eingebettet in einen soziokulturellen Kontext, in dem die Lernenden mit der L2 interagieren, um auf diese Weise die sprachlichen und kulturellen Mitteln zu erwerben, die ihr kommunikatives Handlungspotenzial bestimmen. Ausgehend von einer ausführlichen Darstellung der grundlegenden Konzepte der Soziokulturellen Theorie, die sich auf die Theorie der psychologischen Entwicklung des menschlichen Bewusstseins von Lew Vygotskij zurückführen lässt, soll in diesem Beitrag die Bedeutung und zugleich die Notwendigkeit beleuchtet werden, kognitivistische Ansätze mit einer soziokulturellen Perspektive zu verbinden, insbesondere im Rahmen eines an mehrsprachigkeitsdidaktischen und interkulturellen Prinzipien ausgerichteten Fremdsprachenunterrichts.

Ricerche

  • Eine Reise zu zweit: Gustav Nicolais und des Flohs Jeaaaoui Schnellfahrt durch Italien, PDF
    Elena Giovannini

    • In Gustav Nicolais Italien wie es wirklich ist (1834) spielt die Tierwelt eine wichtige Rolle bei der Darstellung des Fremden. Es sind vor allem Flöhe, die inhaltlich und sprachlich zum Zerrbild Italiens beitragen, auf die körperliche Auseinandersetzung mit dem Südländischen hinweisen, mehrere Schauplätze der Fremderfahrung kennzeichnen und das Thema der Marginalität verstärken. Auf der narrativen Ebene übernimmt Nicolai selbst die Rolle des pulex irritans, denn er ‘beißt’ das traditionelle Italienbild, die deutsche Reiseliteratur nach Goethe und die enthusiastischen Reisenden in die «hesperischen Gefilde». Auch in Adamssohns Schreiben eines deutschen Floh’s (1836) wird viel ‘gebissen’: Sowohl Nicolai als auch das in Italien wie es wirklich ist von ihm verehrte Vaterland werden mit scharfer Ironie angegriffen. Unter anderem in Bezug auf Deutschlands Buchmarkt, Lesepublikum, Gesellschaft und Haltung zu den Juden setzt Adamslohn seinem Leser ganz deutlich einen Floh ins Ohr.
  • Ricognizione sullo stato della ricerca relativa a Max Koch, PDF
    Pier Carlo Bontempelli

    • Il presente contributo intende esporre alcuni problemi relativi alla valutazione dell’attività complessiva di una personalità complessa come quella del germanista Max Koch, storico della letteratura, comparatista, critico teatrale, esperto wagneriano e militante nazionalpopulista. L’autore analizza alcune delle motivazioni politiche e ideologiche che hanno portato la germanistica tedesca a ignorare, di fatto, l’ampio lavoro di Koch e propone alcune categorie della sociologia delle cultura di Pierre Bourdieu (habitus, capitale culturale, violenza e dominazione simbolica) per una possibile rilettura del confronto culturale tedesco-polacco così come impersonato da un attore di rilievo assoluto come Koch in una zona di contatto come la Slesia.
  • La biblioteca wagneriana di Max Koch agli albori della multimedialità. Un’introduzione, PDF
    Andrea Camparsi

    • Il presente saggio intende presentare per la prima volta la sezione wagneriana della biblioteca di Max Koch (1855-1931), custodita presso l’Istituto Italiano di Studi Germanici fin dalla nascita dell’ente nel 1932. La figura oggi dimenticata del germanista di Breslau fornisce l’occasione per presentare un perfetto esempio di Wagnerianer, impegnato in prima persona nella creazione di un simbolo ideale del Deutschtum, utile soprattutto alla causa del movimento ideologico völkisch. I seicento volumi della sezione wagneriana, che saranno analizzati in una pubblicazione a parte, sono una collezione di fonti ben organizzate da un dotto Wagnerianer in contatto diretto con Villa Wahnfried e con molti studiosi orbitanti nel circolo di Bayreuth. L’intento principale del saggio è quello di dimostrare come il materiale raccolto e riorganizzato da Koch non è un’ordinaria e progressiva raccolta di titoli ma un insieme di saperi organizzati a partire da uno sguardo comparatistico, multifocale e, in definitiva, multimediale.
  • Giuseppe Gabetti e la politica culturale fascista: l’intellettuale equilibrista, PDF
    Natascia Barrale

    • Questo contributo presenta i risultati di una ricerca d’archivio condotta sui fondi dell’Istituto Italiano di Studi Germanici, nell’ambito del progetto ARCGER. Archivi, ideologie e canone della germanistica in Italia (1930-1955). L’articolo ripercorre alcune tappe della carriera di Giuseppe Gabetti a partire dal 1932, anno della fondazione dell’Istituto, fino alla caduta del regime e all’epurazione, proponendo una ricognizione, strettamente basata sui documenti d’archivio, del suo coinvolgimento nella vita culturale durante il Ventennio e del suo atteggiamento, non sempre univoco, nei confronti del regime.

Progetti e sviluppi

  • Propaganda e sorveglianza degli intellettuali: Carlo Antoni a Villa Sciarra, PDF
    Davide Bondì

    • Il saggio mette in luce alcune linee di sviluppo del programma di ricerca ARCGER promosso dall’IISG di Roma e verte, in particolare, sulle politiche di sorveglianza esercitate sugli intellettuali italiani dagli apparati nazionali e dai servizi segreti stranieri tra il 1938 e il 1955. Per gli anni della seconda guerra mondiale, è necessario rintracciare documenti che informino sulle strategie governative di controllo delle istituzioni preposte all’elaborazione del canone della cultura tedesca, con particolare riguardo all’Istituto Italiano di Studi Germanici. Per il periodo post-bellico, è segnalato il condizionamento esercitato sugli intellettuali tedeschi e italiani dal Congress for Cultural Freedom (CCF), un organismo di propaganda occulta finanziato dai servizi segreti statunitensi. Interessa, in particolare, l’azione dell’Associazione italiana per la libertà della cultura, sezione nazionale del CCF, tra le cui fila si distinsero Carlo Antoni e Ignazio Silone.
  • La definizione di un canone della germanistica in Italia (1930-1955). Il ‘caso’ Borgese, tra tradizione e modernità, nel campo letterario di quegli anni, PDF
    Ester Saletta

    • Alla luce di una contestualizzazione storico-sociale nonché teorico-letteraria del canone della germanistica in Italia nel periodo del ‘ventennio fascista’, il presente contributo vuole rivolgere la sua attenzione specificatamente alla figura di Giuseppe Antonio Borgese (1882-1952), significativo study case di germanista italiano, che si fa portatore sia personalmente con i suoi scritti a Mussolini  sia pubblicamente con la sua attività di traduttore e di docente universitario di Letteratura tedesca dapprima a Torino, poi a Roma e Milano, di quelle continuità e discontinuità caratterizzanti il canone della germanistica italiana novecentesca nonché di quegli atteggiamenti autonomi ed eteronomi descrittivi la natura intellettuale della germanistica del XX secolo. Oggetto di un’analitica attenta lettura critica sarà sia l’inedito materiale documentario d’archivio (Fondo Borgese, Firenze; Fondo Gandini e Arnoldo Mondadori, Milano; Fondo Spaini, Roma; Fondo Geiger, Venezia) sia le opere borgesiane già edite (saggistica; articoli di giornale; critica letteraria; traduzioni).
  • Gehören: lingua, appartenenza, traduzione. Heidegger, Wittgenstein, Nietzsche, Freud, Benjamin, PDF
    Marco Casu

    • Cosa significa ‘appartenere’ a un popolo, una lingua, una comunità religiosa, a una terra, alla Terra? Dal maggio 2017, in oltre un anno di incontri a più voci, il seminario ‘Gehören’: lingua, appartenenza, traduzione ha passato in rassegna alcune decisive risposte della filosofia tedesca – dall’interpretazione heideggeriana dell’epistolario paolino alla ricerca logico-grammaticale di Wittgenstein, dalla decostruzione nietzscheana della metafisica occidentale alla dialettica della rimozione in Freud, per affrontare infine il rapporto tra tradizione e traduzione nell’opera di Walter Benjamin. Di fronte ai quesiti (im)posti dall’attualità, comprendere i dispositivi dell’appartenenza diviene il compito storico di ogni pensiero critico – un compito che il progetto Gehören ha provato e prova ad assumere, in dialogo con pensatori del passato, e con l’ausilio di pensatori del presente (Gaetano Lettieri, Stefano Poggi, Maria Cristina Fornari, Paolo Virno, Paolo Vinci).
  • Intermedialità, storia, memoria e mito. Percorsi dell’arte contemporanea fra Germania e Polonia, PDF
    Laura Quercioli Mincer

    • Benché si possa senza dubbio affermare che tutta l’arte è, per sua natura, intermediale, è in particolare negli ultimi decenni che questa caratteristica è al centro dell’interesse teorico e delle pratiche artistiche. La trasversalità e l’ibridazione delle arti corrispondono, anche, a una visione cosmopolita e migrante del mondo. Al tempo stesso però le opere artistiche che maggiormente espongono il loro carattere di molteplicità sono anche quelle in grado di esprimere in maniera più articolata e profonda il particolarismo della storia, della tradizione e della mitologia nazionale. La ricerca qui presentata, che verte in particolare sull’arte contemporanea in Polonia e in Germania, si muove sul appunto delicato crinale fra l’universalismo della multimedialità e il particolarismo della memoria dei luoghi.

Osservatorio critico della germanistica

Abstracts

Hanno collaborato


ISSN: 0039-2952