Workshop di presentazione del progetto DIGIT.IISG
28 Ottobre 2019
N° 15-16 (2019) Materiali e documenti
N° 15-16 (2019) Materiali e documenti
12 Novembre 2019

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Sommario

Saggi. Cultura – Letteratura – Linguistica

  • Sistema, congettura e storia nell’opera di Winckelmann, 9-29 PDF
    Stefano Ferrari

    • Winckelmann è uno storico dell’arte sistematico. Nella sua opera egli usa indifferentemente i termini tedeschi Lehrgebäude e System o Systema per designare la natura profonda della sua ricerca storiografica. Il primo lo deriva dalla traduzione dello Historisches und Critisches Wörterbuch di Pierre Bayle, consapevole che esso non rende solo la parola francese système, ma in qualche caso anche quella hypothèse. Tuttavia, non essendo un autore miope o ingenuo, Winckelmann è conscio che la sistematica possa avere anche un certo grado di vulnerabilità e limitatezza, soprattutto di fronte a fatti imprevisti e imprevedibili. Sebbene essa venga messa in discussione, egli non se ne sbarazza mai; rimane saldamente all’interno della sua riflessione in quanto aspirazione culturale e esigenza epistemologica irrinunciabili. A corollario della sistematica, Winckelmann impiega un altro concetto circondato da uno spesso alone di ambiguità epistemica che è quello di congettura. Considerato l’equivalente dell’ipotesi nell’ambito delle scienze naturali, esso viene condannato con fermezza dalla filosofia fisico-matematica di Newton e da gran parte dei suoi principali epigoni. La con­gettura viene invece difesa dal neonaturalismo illuminista, poiché permette di creare una nuova scienza, fondata sullo sperimentalismo qualitativo, sulla possibilità dell’uomo di formulare ipotesi attraverso l’immaginazione e sullo studio empirico dei segni e degli indizi. Winckelmann rivendica con forza di non poterne fare a meno, perché essa può diventare un fattore che prova ex post la validità di taluni fatti storici sulla base di scoperte successive.
  • Figure della ‘bohème’ in Ascona. Hugo Ball ed Erich Mühsam lettori di Bakunin, 31-44 PDF
    Giulio Schiavoni

    • Questo intervento disegna anzitutto lo sfondo in cui, nei primi decenni del Novecento, si è collocata l’esperienza di artisti e studiosi d’avanguardia di varia estrazione nell’enclave ticinese di Ascona e in particolare nel sito prediletto di Monte Verità, in un clima colmo di ansie palingenetiche e di repulsa della civiltà, muovendosi tra la progettazione di un’utopia radicale e la restaurazione di un rapporto integrale con la natura. Si mettono poi a fuoco alcuni momenti della vicenda esistenziale di due figure particolarmente rappresentative di questo contesto, come lo zurighese Hugo Ball e il berlinese Erich Mühsam, nutritisi – per vie diverse e parallele dell’entusiasmo per il pensiero dell’anarchico Michail Bakunin, che per alcuni anni aveva operato poco lontano da Monte Verità, mobilitando grandi ideali e alimentando grandi attese di rinnovamento culturale e politico. Si ricostruisce così il milieu storico-culturale in cui, muovendo dagli umori creativi rispettivamente della bohème e del Dada, sia Ball che Mühsam hanno legato i loro destini a progetti e speranze che li hanno condotti a rivendicare e attuare sempre più esplicitamente un rinnovamento del fare artistico, da loro inteso come un porsi al servizio dei mutamenti sociali, senza rinunciare a prefigurare un nuovo ‘ordine’, dovendosi peraltro ben presto avvedere al contempo di non poter nutrire soverchie illusioni sugli esiti che ne sarebbero sortiti. Il loro impegno artistico e politico ha infatti condotto sia Ball che Mühsam a doversi misurare con un vakuum dal quale la Modernità e il presente stesso appaiono ancora largamente segnati, ovvero con il venir meno dei valori e degli ideali.
  • Stefan Georges Gedichte in den deutschen Lesebüchern für höhere Schulen (1900-1933), 45-64 PDF (DEUTSCH)
    Gloria Colombo 

    • Die bedeutende Rolle, die Stefan George im Kulturleben der ersten Hälfte des 20. Jahrhunderts spielte, findet einen interessanten – von der Forschung bisher vernachlässigten – Ausdruck in der Wiedergabe seiner Verse in den deutschen Schulbüchern der Zeit. Der vorliegende Beitrag konzentriert sich auf die Lesebücher für höhere Schulen, die zwischen 1900 und 1933 in Deutschland veröffentlicht wurden. Die darin zitierten Verse Georges können in zwei Gruppen aufgeteilt werden: Während die Mittelstufenbände fast ausschließlich Gedichte enthalten, in denen schöne deutsche Landschaften und tadellose menschliche Verhaltensweisen beschrieben werden, sind in den Oberstufenbänden mehrere sozialkritische Gedichte Georges zu finden. Der Beitrag beabsichtigt zu erklären, mit welchem Zweck diese Aufteilung verfolgt wurde.
  • Tentativi di resistenza. Gli ultimi anni del Bauhaus (1930-1933), 65-78 PDF
    Maria Passaro

    • Scopo del saggio è quello di ricostruire gli ultimi anni del Bauhaus a Berlino, la scuola di arte e design più innovativa della Germania, nata a Weimar nel 1919 su progetto di Walter Gropius. Sono stati ricostruiti gli anni della direzione di Ludwig Mies van der Rohe a partire dal 1930 fino alla chiusura della scuola voluta da Adolf Hitler, salito al potere nel gennaio del 1933. Attraverso l’analisi dei fatti e dei personaggi coinvolti è stato possibile aggiungere ancora un tassello alla storia del Bauhaus: gli anni di resistenza al Nazionalsocialismo, quando l’ultimo direttore ha provato a salvarlo dalla politica nazista rinunciando ad alcuni insegnamenti e ricreando una nuova cultura della progettazione. Il contributo intende chiarire i motivi di tanto accanimento da parte del regime che ha costretto alla fuga molti artisti e insegnanti negli Stati Uniti. In particolare si seguiranno le vicende di Ludwig Mies van der Rohe prima in Germania dove ha collaborato, per alcuni anni, con il regime nazista nella speranza di potere salvare i principi della nuova architettura e poi negli States dove i suoi progetti saranno visti come i più rappresentativi delle nuove tendenze in architettura.
  • «Die Freyheit ist eine neue Religion, die Religion unserer Zeit». Bemerkungen zu Heinrich Heines Freiheitsbegriff, 79-97 PDF (DEUTSCH)
    Stéphane Pesnel

    • Im vorliegenden Beitrag wird der Versuch unternommen, den Stellenwert, die Konturierung sowie die sozialen, politischen, weltanschaulichen – und nicht zuletzt ästhetischen Implikationen des Heineschen Freiheitsbegriffes zu untersuchen, wobei verschiedenartige Texte (Gedichte, Reisedarstellungen, Essays) herangezogen werden. Zwar spielt die Auseinandersetzung mit der französischen Geschichte und Philosophie eine maßgebliche Rolle in diesem Zusammenhang, Heine bewegt sich aber nicht nur auf rein begrifflichem, theoretischem Boden, sondern er entwirft visuelle, akustische und allegorische Embleme der Freiheit, um seine Ideen anschaulich zu machen. Berücksichtigt wird auch die Rolle des historischen Kontextes (insbesondere der missglückten Revolution von 1848) im Hinblick auf die immer skeptischere Auffassung vom Freiheitsbegriff sowie auf die Gestaltung von den ikonischen Figurationen der Freiheit und des Freiheitskämpfers. Freiheit erweist sich letztendlich als ein gedanklicher roter Faden und Kernpunkt in Heines Gesamtwerk.
  • Mignon oltre i confini della poesia goethiana. Autobiografia romantica di Bettina Brentano, 99-113 PDF
    Paola Paumgardhen

    • Rimaneggiando e riscrivendo la corrispondenza con Johann Wolfgang Goethe, che risale a quasi trent’anni prima, Bettina Brentano con il suo Goethes Briefwechsel mit einem Kinde (1835) varca la soglia di una coscienza privata. Inizia un lavoro di ricostruzione della propria persona con l’immagine di sé che recupera nelle lettere a e di Goethe. Via via prende forma la sagoma della poetessa, che, in un dialogo insieme celebrativo e irriverente con il poeta classico, tenta con l’innata arroganza e l’indisciplina ribellistica dei romantici di affermarsi in ambito letterario, ma anche e soprattutto politico, in una società ancora autoritaria e paternalistica. L’articolo ricostruisce con stralci del carteggio il divenire dell’opera e della poetessa.
  • La paura del contagio: l’animale, il non-umano e il disumano in ‘Ciandala’ di August Strindberg, 115-139 PDF
    Sara Culeddu

    • Nel 1888 Strindberg scrive una delle sue opere più anomale, destinata a dividere la critica fino agli anni più recenti: Ciandala. Basato sulle disavventure biografiche di quella stessa estate in Danimarca, questo romanzo gotico e d’investigazione mette in scena una lotta di cervelli di impronta razzista e classista, alla fine della quale sembra trionfare l’individuo superiore per nazionalità, razza, appartenenza sociale e cultura. Tuttavia la mia analisi, che si concentra sulla poetica animale e metamorfica del romanzo, sulla proliferazione animale, la promiscuità e il contagio tra uomini e animali, finisce proprio per mettere in discussione la vittoria del protagonista: questi compie infatti un’operazione di animalizzazione nei confronti del suo nemico, lo zingaro, relegandolo così in un’alterità estrema, ma nello stesso tempo ne è attratto, contagiato e trasformato a sua volta. Il risultato è un doppio divenire, quello del nemico in non-umano e quello del protagonista in dis-umano. Una simile lettura, dalla quale il maschio svedese altolocato e intellettuale esce tutt’altro che trionfante, si scontra con quella che può aver portato alla nuova pubblicazione di Ciandala da parte della casa editrice nazionalista svedese Nordiska förlaget nel 2007.
  • Gli «appelli agli europei» di Stefan Zweig, 141-163 PDF
    Arturo Larcati

    • I saggi e i discorsi di Stefan Zweig sull’Europa sono il cuore dei suoi scritti politici. Ad essi lo scrittore deve, sino ad oggi, molta parte del suo successo internazionale e della sua attualità. In questo saggio si vogliono passare in rassegna i suoi ‘appelli agli Europei’ – a partire da La torre di Babele (1916) – inserendoli nel contesto più ampio della sua opera. Da questi lavori si vuole estrapolare in particolare la relazione tra la tematica europea e l’identità ebraica di Zweig, la sua idea di ‘letteratura mondiale’, la sua interpretazione di alcuni aspetti del Nazismo, il confronto con le posizioni di Musil e Hofmannsthal, la riflessione sull’Europa in testi come Il mondo di ieri e Brasile. Terra del futuro. Inoltre si studierà il ruolo della cultura e della storia nella formazione di una coscienza europea, che secondo Zweig è più importante di quello della politica o dell’economia.
  • Orte und entgegengesetzte Emotionen (LIEBE und HASS) in einem Korpus biographischer Interviews (Emigrantendeutsch in Israel – Wiener in Jerusalem), 165-187 PDF (DEUTSCH)
    Marina Brambilla, Carolina Flinz

    • Emotionen spielen im Israelkorpus eine besondere Rolle: beim Erzählen und Erinnern werden nicht nur alte Emotionen wachgerufen, sondern es entstehen auch neue Emotionen. Ziel unserer korpusbasierten quantitativ-qualitativ Untersuchung ist es, das Zusammenspiel von Orten und Emotionsthematisierung im Subkorpus Emigrantendeutsch in Israel: Wiener in Jerusalem (ISW) zu analysieren: nach der Identifizierung der häufigst vorkommenden Orte im Korpus werden wir mit Hilfe einer qualitativen Analyse überprüfen, ob diese mit den Emotionen LIEBE bzw. HASS in Verbindung gebracht werden können. Ausgangspunkt zur Identifizierung der Emotionsbenennung werden die zum jeweiligen Wortfeld gehörenden Lexeme sein. Abschließend werden wir exemplarisch Passagen eines einzelnen Interviews (ISW_E_00003) hervorheben und analysieren, in denen Orte in Verbindung mit Emotionen vorkommen.
  • La comicità nel parlato spontaneo tedesco: oggetti semantici e mezzi linguistici che producono la risata, 189-206 PDF
    Nicolò Calpestrati

    • La comicità che si produce nel parlato spontaneo manifesta una commistione di elementi linguistici, para-linguistici e contestuali. L’aspetto linguistico risulta tuttavia prominente, in quanto è tramite il linguaggio che il parlante codifica gli oggetti semantici di comicità, derivati da processi cognitivi complessi, integrandoli nella comunicazione orale attraverso tecniche linguistiche peculiari. Partendo dalla risata prodotta dall’ascoltatore, intesa come marcatore di comicità, questo studio evidenzia la presenza di quattro diversi oggetti semantici (contrasto, esagerazione, alterazione ed elemento inaspettato) e i mezzi morfo-sintattici e lessicali impiegati dai parlanti per la loro codifica nel discorso parlato. Il corpus di questa ricerca è costituito da centocinque esempi estrapolati da trascrizioni di conversazioni di parlato spontaneo tedesco.
  • Una fedeltà impossibile: le traduzioni del Minnesang medievale nella moderna lingua tedesca, 207-228 PDF
    Ulisse Dogà

    • Questo studio è dedicato alle diverse tipologie di traduzione intralinguistica del Minnesang, la poesia cortese fiorita in Germania fra la metà del XII e la fine del XIII secolo. Dall’estremo del rifacimento poetico al polo opposto della traduzione di servizio, la storia e la dialettica della traduzione in tedesco moderno della lirica medievale si mostra in strettissima connessione con la storia della ricezione letteraria e scientifica di questo particolare genere poetico. Partendo da alcune considerazioni preliminari su questioni sociologiche e di genere e sulle componenti performative del Minnesang, quest’intervento intende offrire una panoramica storica del raro e poco indagato confronto dei poeti tedeschi moderni e contemporanei con loro propria origine e tradizione.
  • Integrierte Mehrsprachigkeitsdidaktik an der Hochschule: ein Unterrichtsmodul zur linguistischen Fachterminologie und alltäglichen Wissenschaftssprache, 229-251 PDF (DEUTSCH)
    Katharina Salzmann

    • Ausgehend von der Forderung nach einer mehrsprachigen Wissenschaftskommunikation soll im vorliegenden Beitrag ein Unterrichtsmodul aus der DaF-Germanistik zur Förderung der akademischen Mehrsprachigkeitskompetenz bei italophonen Studierenden vorgestellt werden. Nach einer Zusammenstellung der wichtigsten Unterschiede zwischen echten Fachwörtern und der allgemeinen Wissenschaftssprache (AWS) werden bestehende Ansätze der Mehrsprachigkeitsdidaktik vorgestellt und deren Relevanz für den Kontext der Wissenschaftskommunikation herausgearbeitet. Anschließend wird anhand eines konkreten Unterrichtsvorschlags aufgezeigt, wie der Ansatz der integrierten Sprachendidaktik zur Herstellung interlingualer Verbindungen und zur Entwicklung metalinguistischer Fähigkeiten beitragen kann. Die vorgestellte Unterrichtseinheit besteht aus zwei Aufgabenstellungen: eine zur Identifikation von Fachwörtern und Ausdrücken der AWS in deutschen und italienischen Textausschnitten, und eine zur richtigen Zuordnung von Fachtermini und den entsprechenden Definitionen in einem dreisprachig angelegten (Deutsch-Englisch-Italienisch) Fachlexikon.
  • Il mito di Orfeo ed Euridice raccontato a bambini e adolescenti: strategie di riscrittura in lingua tedesca, 253-273 PDF
    Daniela Sorrentino

    • Nel contributo si prendono in esame alcuni esempi di riscrittura in lingua tedesca del mito di Orfeo ed Euridice indirizzate a bambini e adolescenti, in relazione allo specifico progetto traduttivo messo in atto in funzione dei destinatari e alle peculiari strategie di riformulazione impiegate sui diversi piani della strutturazione testuale.
      Dall’analisi dei testi, riconducili a tre generi caratteristici della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza quali l’albo illustrato, il romanzo per ragazzi e il fumetto, viene fuori un quadro interessante e variegato quanto a intenzionalità sottese e strategie di riformulazione ed emerge al contempo il valore delle riscritture quale strumento in grado di rimettere in vita la vicenda mitologica di Orfeo e Euridice, aprendola di volta in volta a nuove possibilità ermeneutiche.

Ricerche

  • La Venere blasfema di Richard Dehmel. Un dossier, 277-312 PDF
    Stefano Franchini

    • Nella cornice del progetto di ricerca IISG su Blasfemia e libertà dell’arte e grazie a indagini d’archivio che hanno portato alla luce documenti inediti, questo articolo espone le traversie editoriali e giudiziarie di una singola poesia di Richard Dehmel intitolata Venus Consolatrix, e inoltre ne illustra genesi e recezione. Questa poesia, particolarmente rappresentativa del vasto corpus lirico dehmeliano e considerata da Dehmel stesso una delle sue liriche migliori, è infatti l’unica, tra le numerose denunciate e processate durante la vita del poeta ribelle, a essere stata condannata alla distruzione per blasfemia e oscenità da una corte penale tedesca (Berlino, 1897). L’articolo è corredato da un’appendice scaricabile online, in cui sono riprodotti vari documenti originali. In questo suo breve componimento, che condensa bene la novità del suo linguaggio poetico e del suo programma ideologico, Dehmel, figura centrale del modernismo letterario tedesco, scardina l’antropologia teologica tradizionale ridando centralità alla vitalità del corpo e alla sessualità.
  • La definizione di un canone della germanistica in Italia (1930-1955). Il ‘caso Borgese’ tra tradizione e modernità nel campo letterario di quegli anni, 313-346 PDF
    Ester Saletta

    • Alla luce di teoriche premesse storico-culturali di ricerca di base in contesto ideologico fascista, il contributo di studio qui proposto vuole rivolgere la sua attenzione più specificatamente alla figura di Giuseppe Antonio Borgese (1882-1952), significativo ‘case study’ di germanista italiano, a oggi dalla critica letteraria nazionale e internazionale ancora troppo poco studiato, portatore di quelle continuità e discontinuità caratterizzanti il canone della germanistica italiana novecentesca nonché di quegli atteggiamenti autonomi ed eteronomi descrittivi la natura intellettuale della germanistica del XX secolo. Concreto interprete della costante oscillazione tra conservazione e superamento della conciliazione della più tradizionale classicità con la più evoluta modernità, Borgese si presenta sulla scena intellettuale italiana come uno dei ‘nuovi entranti’, che appositamente ‘selezionano’ e ‘marcano’ la germanistica italiana del tardo Novecento. Il risultato non può che essere l’affermazione di un rinnovato, contemplativo interesse per il culto mistico dei classici tedeschi così come di uno slancio dinamico-evolutivo verso la ricerca di un’autonoma modernizzazione della tradizione culturale letteraria tedesca, che sappia potenziare con consapevolezza il recupero del suo ruolo di mediazione fra passato e presente.
  • Max Horkheimer in esilio. La sorveglianza politica e l’idea di democrazia, 347-374 PDF
    Davide Bondì

    • Il saggio verte sul condizionamento politico subito dall’Istituto per la Ricerca Sociale durante l’esilio (1934-1950) negli Stati Uniti d’America, acquisendo come dato aggiuntivo rispetto a quelli noti la documentazione sulla sorveglianza esercitata nei confronti dei Francofortesi dal Federal Bureau of Investigation (FBI). Secondo le fonti reperite, i servizi di sicurezza non intervennero direttamente presso fondazioni americane per bloccare le sovvenzioni ai progetti di ricerca dell’Istituto, ma le indagini da essi intraprese condizionarono la sua reputazione politica e ciò fu avvertito dai Francofortesi come un ostacolo alla concessione dei finanziamenti anelati. Quando la cerchia di Horkheimer percepì il controllo e vi mise in rapporto le difficoltà nel reperimento dei sussidi predispose una strategia argomentativa e comunicativa di adattamento che, tra le altre cose, determinò la riformulazione dell’idea di democrazia.
  • Crisi come disciplinamento. Neoliberalismo, Grande recessione e integrazione europea (2008-2012), 375-401 PDF
    Roberto Ventresca

    • Il contributo prende in esame l’interrelazione tra le strategie di risposta alla crisi economica del 2007-2008 e l’evoluzione di specifici paradigmi del pensiero economico contemporaneo all’interno di un contesto politico-concettuale chiaramente delimitato: da un lato, si farà riferimento all’area politico-istituzionale dell’Unione Europea; dall’altro, verranno presi in esame il consolidamento e le trasformazioni del cosiddetto paradigma neoliberale. L’articolo si propone di verificare se e in che misura la cosiddetta ‘economia politica della crisi’ promossa dalle istituzioni europee si sia accompagnata alla diffusione e alla trasformazione dei principi costitutivi del neoliberalismo; in secondo luogo, questo contributo mira a comprendere in che modo tale diffusione abbia a sua volta contribuito a modificare la natura dei processi decisionali che hanno caratterizzato la governance economica dell’UE nel corso dell’ultimo decennio. In conclusione, l’articolo tenterà di rispondere al seguente interrogativo storiografico: fino a che punto, per ciò che concerne lo spazio politico europeo, la gestione della crisi economica post-2007-2008 ha comportato una ridefinizione del cosiddetto paradigma neoliberale?
  • Per una storia concettuale dell’ordoliberalismo. Dalla crisi del capitalismo alla rifondazione della scienza economica e giuridica, 403-427 PDF
    Olimpia Malatesta

    • Partendo da una descrizione della situazione economica della Repubblica di Weimar, il presente contributo analizza la nascita dell’ordoliberalismo sotto tre differenti angolazioni: come reazione alle teorie storico-economiche sulla fine del capitalismo che circolavano in Germania durante gli anni Venti e Trenta (Werner Sombart), come risposta al relativismo giuridico della scuola storica del diritto (Carl Friedrich von Savigny), accusata di aver rinunciato a plasmare l’ordine economico e, infine, come teoria della centralità del politico in quanto garante assoluto dell’economico, con l’instaurazione di uno Stato forte e di una costituzione economica tesi a salvare i principi del liberalismo dagli attacchi del parlamentarismo. Questa triplice analisi permette di cogliere la specificità della concezione ordoliberale del diritto e dell’economia rispetto all’universo concettuale tedesco di quegli anni, e mostra anche come la crisi della Germania weimariana, così come quella del liberalismo, abbiano inciso profondamente sulla nascita e sullo sviluppo della teoria ordoliberale.

Osservatorio critico della germanistica

Abstracts

Hanno collaborato


ISSN: 0039-2952