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Digitalizzazione «Arbeiter-Illustrierte-Zeitung» (AIZ)

Arbeiter Illustrierte Zeitung: making a digital edition of a working-class socialist pictorial publication
AIZ cover

Componenti

Eleonora De Longis, IISG (responsabile)
Elena Almangano, IISG (assegnista di ricerca)
Chiara Carosi, IISG (borsista di ricerca)

Collaborazioni

Fondazione Gramsci onlus, (dott. Francesco Giasi)
Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, (dott. Vittore Armanni)

Link utili

Digital Library – Piano nazionale
Digital Library – Linee guida

Descrizione

L’«Arbeiter-Illustrierte-Zeitung» (AIZ) fu una delle riviste più diffuse della Repubblica di Weimar. Nata a Berlino come rivista di propaganda comunista, il suo sviluppo è strettamente legato al fondatore ed editore Willi Münzenberg, che nel 1921 Münzenberg fu incaricato dalla direzione del partito comunista di Mosca di avviare una rivista che si rivolgesse alla vita e alle lotte degli operai e di tutte le classi lavoratrici, con il titolo «Sowjetrussland im Bild» (Russia sovietica in immagini). Con una tiratura iniziale di 10.000 copie, la rivista prese piede grazie alla partecipazione di collaboratori storici come Franz Höllering, Hermann Leupold e Lily Becher. Dopo l’ascesa dei movimenti nazisti in Germania, la rivista si trasferì da Berlino a Praga nel 1927 e continuò a circolare clandestinamente fino al 1938.

Nel 1924, la rivista prese le distanze dalla leadership del Komintern, cambiò nome in Arbeiter Illustrierte Zeitung (AIZ) e Münzenberg invitò i lettori della classe operaia a inviare contributi per mantenere in vita la rivista. Sebbene presentasse principalmente articoli dall’Unione Sovietica e volesse sostenere i suoi lettori nella lotta di classe, l’«AIZ» non era un organo di partito.

L’«AIZ» non escludeva alcun ambito della vita dei lavoratori e, oltre alla propaganda politica, poneva l’accento anche sull’intrattenimento: dal 1930 apparvero i fotomontaggi satirici dell’artista grafico John Heartfield, occasione che gli permise di sviluppare ulteriormente i suoi fotomontaggi politici. La rivista introdusse inoltre i suoi lettori all’arte d’avanguardia dell’ambiente DADA. In breve tempo l’«AIZ» si trasformò in una rivista ad alta diffusione, tanto che nel 1933 furono vendute circa 500.000 copie settimanali e Willi Munzenberg fu consacrato come uno degli editori più importanti della Repubblica di Weimar. In quanto giornale comunista, in aperto contrasto al regime nazionalsocialista, l’«AIZ» dovette affrontare diverse persecuzioni. La direzione della casa editrice trasferì quindi la produzione della rivista a Praga nel febbraio 1933, mentre Münzenberg fuggì a Parigi. All’inizio la rivista continuò a pubblicare a Praga, rappresentando la resistenza contro il regime nazista. In questi anni furono stampate solo piccole edizioni e i numeri vennero contrabbandati illegalmente attraverso il confine. Con l’annessione nazista poi dei Sudeti nel 1938, il giornale fu ufficialmente interrotto.

Il progetto si propone di restituire agli studiosi il nucleo organico e completo dell’intera rivista, dal 1921 al 1938, in formato digitale su un portale interamente dedicato, operazione finora non realizzata da nessuno degli enti conservatori degli esemplari fisici. In questo caso la “copia digitale” dell’originale, se eseguita correttamente e con finalità di conservazione, assume valenza informativa e conoscitiva paragonabile a quella del bene stesso, rappresentandone caratteristiche materiali e stato della conservazione. Il progetto di digitalizzazione non presenta particolari complessità, se non quelle relative all’ubicazione dei diversi volumi. Si valuteranno gli elementi innovativi da prevedere in fase di postproduzione delle immagini acquisite, volti a migliorare l’accessibilità dei contenuti: trattandosi di un giornale illustrato si può pensare a una “segmentazione” delle pagine per estrarre la parte iconografica e trattare, invece, la parte testuale con tecniche hOCR per consentire la ricerca testuale, in prospettiva anche di una possibile evoluzione, considerando le lingue e gli alfabeti diversi utilizzati, attraverso un sistema di traduzione automatica in modo da consentire la ricerca in diverse lingue (inglese, italiano, tedesco).

Fasi del progetto

‣ acquisizione delle immagini digitali dei numeri della rivista per un totale complessivo di 17.000 pagine (si potrà valutare l’eventuale conversione digitale dei microfilm in assenza di esemplare cartaceo)
‣ caricamento delle immagini dei singoli numeri su IIIF Digital Library e produzione dei relativi manifest per numero, con le info relative al titolo del fascicolo, alla provenienza e alle licenze
‣ compilazioni informazioni catalografiche delle testate e dei numeri acquisiti per alimentare l’interfaccia di ricerca e navigazione
‣ eventuale spoglio dei fascicoli del periodico, per arricchire la base dati anche con un dizionario degli autori e dei singoli spogli: l’indice dei fascicoli verrebbe poi caricato anche sul manifest corrispondente, per consentire la navigazione all’interno delle immagini digitalizzate
‣ predisposizione interfaccia Web di accesso, ricerca e navigazione
‣ attività di post-produzione immagini (attività opzionali):

  • segmentazione immagini iconografiche e recupero eventuali didascalie
  • estrazione dei metadati immagine e caricamento in banca dati
  • procedure di hOCR sui materiali acquisiti
  • indicizzazione dei contenuti estratti e inserimento del servizio Search sul Presentation Layer sul plugin IIIF
  • come attività opzionale rispetto a quella dell’hOCR si potrebbe provare a produrre dai testi estratti traduzioni automatiche, che verrebbero poi indicizzate per consentire una ricerca multilingua sui testi
  • evoluzione interfaccia Web per garantire la ricerca e l’accesso alle immagini
Obiettivi del progetto

Ricognizione degli esemplari

Conservazione degli originali

Fruizione e valorizzazione dei beni

Studio del patrimonio

Recupero di campagne di digitalizzazione pregresse

Media

Ultimo aggiornamento 24 Aprile 2024 a cura di Ilaria Baldini