Avviso n. 19/2021 – Collaborazione nella gestione delle procedure tecnico-operative relative alle attività di digitalizzazione del patrimonio bibliotecario nell’ambito del Progetto Bibliografia Germanistica Digitalizzata – FISR 2020IP_01967
5 Ottobre 2021
Avviso pubblico esplorativo per la manifestazione di interesse per affidamento diretto, ex art. 36, co. 2, lett.a) d.lgs. 50/2016 come modificato dall’art. 1, co.2, lett.a) della legge 11.09.2021 n. 120, e s.m.i, finalizzato alla realizzazione dell’attività di redazione, progettazione grafica, impaginazione e correzione di bozze, stampa, rilegatura, distribuzione e promozione dell’opera “JOHANN WOLFGANG GOETHE – FRIEDRICH SCHILLER: CARTEGGIO”
8 Ottobre 2021
Osservatorio SICIT, n° 2/2021

Responsabile: Luca Crescenzi
Coordinamento: Angelo Bolaffi, Luigi Reitani, Aldo Venturelli
Realizzazione: Elisa D’Annibale, Lorenzo Mesini


LEGGI TUTTO IL FASCICOLO, PDF


Indice

  1. Editoriale “Osservatorio sullo stato dell’Informazione e della Comunicazione Italo-Tedesca”, 7-10
  2. Mario Draghi – politica interna italiana (stampa tedesca), 11-16
  3. Angela Merkel – politica interna tedesca (stampa italiana), 17-26
  4. Campagna vaccinale. No Vax tra Italia e Germania, 27-30
  5. Osservazioni generali, 31-30

EDITORIALE
OSSERVATORIO SULLO STATO DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE ITALO-TEDESCA

Il terzo trimestre dell’anno si chiude con le elezioni politiche in Germania. Elezioni ‘storiche’, come si legge da più parti, perché in ogni caso sanciranno la fine di un lungo periodo di continuità nella guida politica del Paese. La fine annunciata e lungamente preparata dell’«era Merkel» desta interesse e suscita preoccupazioni o speranze – a seconda dei punti di vista – quasi più in Italia che nella stessa Germania. L’opinione diffusa che l’uscita di scena di una leader lungamente apprezzata in Europa, identificata come la garante degli equilibri nel continente, sia destinata a portare con sé cambiamenti sostanziali e di incerta natura, sembra aver tolto sicurezza agli osservatori che hanno prodotto analisi del recente passato tedesco in grande quantità: è probabile che a nessun cancelliere fu mai dedicato, in coda al suo ultimo mandato, un così gran numero di profili e biografie. Una bibliografia ragionevolmente non esaustiva delle uscite di quest’anno annovera: Massimo Nava, Angela Merkel. La donna che ha cambiato la storia (Rizzoli); Tonia Mastrobuoni, L’inattesa. Angela Merkel. Una biografia politica (Mondadori); Daniel Mosseri, Angela e demoni. La fine dell’era Merkel e le sfide della Germania di domani (Paesi Edizioni); Paolo Valentino, L’età di Merkel (Marsilio); Alessandro Politi – Letizia Tortello, Goodbye, Merkel.

Perché per sedici anni ha comandato lei (Edizioni del capricorno); Sergio e Beda Romano, Merkel. La cancelliera e i suoi tempi (Longanesi); Il cielo sopra Angela. Come Berlino si prepara al post-Merkel (Formiche 2021, vol. 171). Notevole è il fatto che quasi tutti gli osservatori della realtà tedesca attivi presso le grandi testate giornalistiche italiane abbiano ritenuto di tirare le somme della loro lunga esperienza, in ciò assecondati da molte grandi case editrici: non potrebbe esserci 8 Osservatorio sullo stato dell’informazione e della comunicazione italo-tedesca SICIT dimostrazione migliore dell’interesse con cui l’Italia seguita a guardare alla Germania. Se a tutto questo si aggiunge che i tanti libri hanno generato una messe quasi incommensurabile di recensioni e che queste ultime hanno offerto spesso l’occasione di riflessioni complessive sulla recente storia tedesca, si può giungere alla conclusione che stia crescendo in Italia il livello di attenzione nei confronti della Germania e delle sue vicende politiche. Non per nulla l’avvicinarsi delle elezioni di settembre ha generato un’inedita quantità di interventi e il loro esito – non ancora definitivo al momento in cui l’«Osservatorio» ha chiuso il suo numero – ha mobilitato in misura inusuale le redazioni di tutti i grandi quotidiani.

Questi segnali lasciano intendere come si sia ormai diffusa la consapevolezza che il futuro dell’Europa e della stessa Italia sia legato in molti modi agli sviluppi della situazione tedesca. Ma questa consapevolezza – che ancora in tempi recenti sarebbe stata accompagnata da dubbi e timori, legati soprattutto all’atteggiamento critico di alcuni dei principali Paesi nordeuropei nei confronti della situazione economica e istituzionale italiana – appare ora venata di aspettative non soltanto negative. Nei prossimi mesi l’«Osservatorio» riferirà in merito alle reazioni dell’informazione italiana alle evoluzioni della situazione politica tedesca. Ma intanto si nota, anche in Germania, il sorgere di una nuova e diversa attenzione alla realtà italiana. Il merito di ciò è da attribuire certamente, come si riporta più avanti, all’azione del governo di Mario Draghi e alla reputazione internazionale che esso ha saputo guadagnarsi in tempi relativamente brevi. Gli indubbi successi conseguiti dalla campagna vaccinale per il contrasto della pandemia da Covid-19 (si veda in proposito, più oltre, lo specifico resoconto) sono spesso percepiti dagli osservatori tedeschi come il segnale di un netto ‘cambio di passo’ dell’Italia che nell’emergenza ha dovuto e saputo prendere iniziative coraggiose ma efficaci, al punto da costituire in Europa un modello di riferimento per alcune strategie di contenimento della pandemia.

Ciò che simbolicamente è rappresentato da queste strategie sembra confermato dalle performance economiche del Paese, dove la ripresa mostra i segni di un’accelerazione probabilmente inattesa, ma tale da suggerire che l’Italia possa aver intrapreso un cammino di progressiva uscita dalla sua lunghissima crisi. I timori si legano, in questo caso, all’eventualità che un cambio di governo, magari anticipato rispetto alla naturale scadenza della legislatura, possa riportare il Paese a una condizione tale da dover preoccupare le economie del nord. È in ogni caso significativo che le voci della stampa tedesca tradizionalmente critiche nei confronti dell’Italia occupino in questa fase uno spazio minoritario rispetto alle opinioni che le concedono, quantomeno, il beneficio di un positivo dubbio sulle sue possibilità di riconquistare una credibilità per molto tempo messa in discussione.

Luca Crescenzi


LEGGI TUTTO IL FASCICOLO, PDF