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Archivio

ROMA 7 SETTEMBRE 2012 ISTITUTO ITALIANO DI STUDI GERMANICI NELLA FOTO ARCHIVIO LIBRI

Dentro il Bundesarchiv. La «distruzione della letteratura tedesca»

Misure, procedure, confische
Archivio

Componenti

Bernd-Rainer Barth, Historiker
Luca Crescenzi, IISG
Massimiliano De Villa, Trento
Stefano Franchini, IISG
Elisabeth Galvan, Napoli
Christoph Geis
Hans-Gerd Koch
Sabine Schild-Vitale, IISG
Giovanni Sampaolo, Roma
Claus Zittel, Stuttgart/Venedig
Matteo Zupancic, Pisa

Descrizione

Contesto

Nel 1956, in Svizzera, fu pubblicato il saggio di Walter Muschg sulla distruzione della letteratura tedesca, nel quale l’autore denunciava la «sepoltura di un’intera generazione intellettuale» ad opera del nazionalsocialismo. Questa sepoltura fu messa in atto attraverso la messa al bando di autori, la cancellazione dei loro nomi, l’annientamento di persone e la distruzione di documenti. Ciò segnò la fine di un lungo periodo di sviluppo della letteratura tedesca, ma anche di un pubblico e di un mercato letterario di successo, caratterizzato dalla presenza di grandi case editrici. Il 1933 rappresenta una linea di demarcazione decisiva sulla quale deve concentrarsi l’attenzione della ricerca. Le vicende personali dei principali autori della cosiddetta “generazione perduta” sono oramai ampiamente note; tuttavia, continuano a emergere altri nomi di scrittori perseguitati, espulsi o costretti all’esilio, dei quali solo oggi si comincia a riconoscere la rilevanza.

Diversa è la situazione riguardo ai manoscritti e alle opere lasciate dagli autori e dalle autrici che furono privati della cittadinanza, costretti all’esilio o assassinati. Nella fase iniziale, precedente alla costituzione dell’imponente apparato del sistema nazionalsocialista destinato a individuare e gestire in modo sistematico i documenti letterari ritenuti incriminati, si verificarono numerose attività di distruzione e di confisca spontanee e non coordinate, nel corso delle quali i materiali confiscati vennero spesso abbandonati, senza che ne fosse effettuata una corretta catalogazione o registrazione.

Sui processi decisionali e sulle modalità burocratiche che portarono al sequestro o alla distruzione dei documenti letterari e personali degli autori perseguitati, la nostra conoscenza rimane tuttora limitata. Se da un lato ci sono note le macrostrutture del sistema decisionale così come alcuni casi isolati seppur scarsamente rappresentativi (come quelli di Thomas Mann o di Ernst Barlach), dall’altro ci rimane del tutto sconosciuto il destino cui incorsero i manoscritti allora confiscati e oggi ancora scomparsi. Dove furono mandati? Come furono conservati? Chi, o che cosa, ne determinò destini tanto diversi?

Fasi del progetto

Nell’ambito di una collaborazione tra l’IISG e l’SRCTS, è stato costituito un gruppo di ricerca interdisciplinare italo-tedesco composto da storici, letterati e archivisti, incaricato di identificare e ricercare i fondi pertinenti. Nel corso di tale attività, il gruppo cercherà di chiarire le seguenti questioni:

  • Quale destino hanno avuto gli oggetti di valore, i documenti personali, i manoscritti e i documenti sequestrati dalle autorità di persecuzione naziste (in particolare dalla Gestapo) durante le perquisizioni domiciliari o in seguito alla fuga delle persone perseguitate per motivi politici e/o razziali?
  • Secondo quali criteri i suddetti oggetti sono rimasti in via definitiva nelle mani delle autorità di persecuzione e di quelle istituzioni che oggi ne amministrano gli archivi; diversamente: sono stati restituiti in seguito ai legittimi proprietari?
  • Quali documenti di questo tipo sono conservati, ad esempio, nel fondo archivistico IX/11, nell’ambito delle attività di “cura delle tradizioni” (Traditionspflege) del Ministerium für Staatssicherheit (MfS)?
  • Che ne è stato dei documenti e dei fondi archivistici confiscati, successivamente restituiti dall’Unione Sovietica agli archivi della Repubblica Democratica Tedesca a partire dalla metà degli anni Cinquanta?
  • Su quali basi e secondo quali criteri tali materiali sono stati ripartiti tra l’Archivio di Stato, l’Archivio del Partito e l’Archivio del Ministerium für Staatssicherheit (MfS)?

Ultimo aggiornamento 4 Novembre 2025 a cura di Ilaria Baldini