Bando 12/2021 Avviso di selezione pubblica per titoli e colloquio per il conferimento di 1 (una) borsa per attività di ricerca per il progetto “Bibliografia Germanistica Digitalizzata – Bi. G. Digit” (Fisr Miur 2020)
15 Maggio 2021
Osservatorio SICIT, n° 1/2021 (Deutsch)
Osservatorio SICIT, n° 1/2021 (AUF DEUTSCH)
11 Giugno 2021
Osservatorio SICIT, n° 1/2021

Responsabile: Luca Crescenzi
Coordinamento: Angelo Bolaffi, Luigi Reitani, Aldo Venturelli
Realizzazione: Elisa D’Annibale, Lorenzo Mesini


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Indice

  1. Editoriale “Osservatorio sullo stato dell’Informazione e della Comunicazione Italo-Tedesca”, 7-10
  2. Mario Draghi – politica interna italiana (stampa tedesca), 11-16
  3. Angela Merkel – politica interna tedesca (stampa italiana), 17-22
  4. Immigrazione in Italia (stampa tedesca), 23-26
  5. Osservazioni generali marzo-maggio 2021 (stampa tedesca e italiana), 27-30

EDITORIALE
OSSERVATORIO SULLO STATO DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE ITALO-TEDESCA

La Germania è di nuovo attuale in Italia. Dopo una lunga fase di pacato confronto internazionale le conseguenze del “caso Grecia”, le polemiche sull’egemonia tedesca in Europa e, più di recente, il confronto globale sulla gestione della pandemia e sulla crisi economica conseguente hanno riacceso l’interesse dell’opinione pubblica per il più grande Stato dell’Unione Europea e per le relazioni che ci legano ad esso. Per converso, l’Italia è ancora inattuale in Germania. La costante instabilità politica, l’irrobustimento di un populismo bipartisan osservato con sospetto al di là delle Alpi, la lentissima crescita economica del Paese e l’attesa troppo prolungata di riforme in grado di aggiornare la realtà sociale, economica, ecologica e digitale del Paese rendono poco interessante il  caso italiano per chi ha a cuore l’avanzamento dell’Europa su posizioni di primo piano nel contesto della competizione globale. La volubilità di questo scenario dell’interesse si è tuttavia manifestata in occasione di due eventi significativi: in Europa, il varo del programma Next Generation EU, sostenuto da una forte iniziativa franco-tedesca e, in Italia, la nomina di Mario Draghi alla guida di un governo rappresentativo di quasi tutte le forze politiche dello schieramento parlamentare. Se nel marzo del 2020 un’analisi dell’Istituto Cattaneo su rilevazioni SWG mostrava come Germania e Francia fossero considerate Paesi ostili rispettivamente dal 45% e dal 38% della popolazione italiana, già alla fine del maggio seguente – dopo il varo del programma europeo di sostegno fortemente voluto dalla Germania – quelle stesse percentuali si erano ridotte rispettivamente al 42% e al 31%. Un analogo sondaggio, ripetuto oggi, indicherebbe molto probabilmente percentuali in netto calo. Egualmente, la nomina di Mario Draghi ha animato anche in Germania una moderata speranza in relazione al futuro del più grande Stato manifatturiero dell’Europa meridionale. L’abilità politica, l’esperienza internazionale e le capacità di leadership del Presidente del Consiglio italiano hanno generato commenti, se non proprio ottimistici, almeno possibilisti.

La stampa e in generale i mezzi di comunicazione dei due Paesi accompagnano questo oscillare dell’opinione pubblica, ora assecondandolo, ora fornendo i dovuti contributi critici. L’«Osservatorio sullo Stato della Comunicazione e dell’Informazione Italo-Tedesca» monitora l’evoluzione delle opinioni diffuse nei due Paesi con la finalità di superare le barriere e gli ostacoli che si oppongono a una reciproca comprensione. Quest’ultima patisce ancora il persistere sotterraneo di stereotipi e pregiudizi ereditati dal passato che, su un piano più generale, si insinuano nella visione che il Nord e il Sud dell’Europa hanno l’uno dell’altro. L’«Osservatorio» intende studiare su base quantitativa e qualitativa, attraverso la misurazione dell’intensità dell’informazione e della sua affidabilità, l’insorgenza, le dinamiche di sviluppo e intensificazione, le trasformazioni e la diffusione degli elementi informativi che determinano il diffondersi di distorsioni nell’immagine reciproca dell’Italia e della Germania con lo scopo di contribuire a creare un più favorevole terreno d’intesa, adatto al miglioramento del trasferimento di conoscenze e informazioni da un Paese all’altro.

Ciò avviene attraverso lo spoglio quotidiano di 50 testate e 5 canali radiotelevisivi per ciascun Paese da cui vengono prelevati e aggregati automaticamente, per mezzo di strumenti creati in collaborazione con i laboratori del Natural Language Processing Group della «Fondazione Bruno Kessler», articoli e servizi che permettono di apprezzare l’evoluzione della visione italiana della Germania e della visione tedesca dell’Italia. I testi sono successivamente analizzati dai ricercatori dell’Istituto Italiano di Studi Germanici i quali procedono alle valutazioni quantitative e alla presentazione dei risultati dell’indagine su temi specifici e di particolare rilievo. Di qui a breve il sito dell’«Osservatorio» pubblicherà anche le traduzioni degli articoli di maggior interesse. Nel corso del prossimo anno l’analisi sarà estesa anche alla comunicazione del web e ai blog più interessanti dei due Paesi.

L’obbiettivo è quello di creare strumenti utili a favorire un approccio critico alle informazioni e narrazioni prodotte e scambiate nei due contesti nazionali. È noto, del resto, che il discorso pubblico è oggi condizionato da fattori diversi e nuovi e che, tra questi, il problema della comunicazione riveste grande importanza. Altrettanto noto è, però, che la questione della qualità della comunicazione stessa e degli strumenti utili a far sì che essa  escluda da sé elementi corruttivi come falsificazioni, distorsioni, omissioni o anche fattori ideologici con eventuali elementi discriminanti, è ancora aperta. L’Istituto Italiano di Studi Germanici, con l’«Osservatorio» e con le attività di ricerca a esso collegate, prova a mettere al servizio dell’analisi della comunicazione internazionale le risorse che gli derivano dall’essere l’unico ente pubblico di ricerca italiano a carattere interamente umanistico: le scienze umane, infatti, in quanto portatrici di conoscenza critica intorno alle strutture retoriche e argomentative nelle diverse lingue, al formarsi delle “narrazioni” nel discorso e nell’immaginario pubblico, all’indagine della storia per la comprensione dei nessi locali, internazionali e globali del nostro passato, all’analisi della memoria storica, allo studio dei canoni culturali e degli immaginari predominanti nei diversi contesti, dispongono di strumenti indispensabili per l’indagine della comunicazione internazionale. Dall’impiego di questi strumenti e dai risultati che potranno derivarne scaturirà, auspicabilmente, un contributo significativo al miglioramento della comprensione intereuropea e all’intesa fra due Paesi determinanti per lo sviluppo del dialogo continentale.


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