Bando 12/2021 Avviso di selezione pubblica per titoli e colloquio per il conferimento di 1 (una) borsa per attività di ricerca per il progetto “Bibliografia Germanistica Digitalizzata – Bi. G. Digit” (Fisr Miur 2020)
15 Maggio 2021
Online il nuovo fascicolo della rivista «Osservatorio SICIT»
11 Giugno 2021
OSSERVATORIO SULLO STATO DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE ITALO-TEDESCA

Responsabile: Luca Crescenzi
Coordinamento: Angelo Bolaffi, Luigi Reitani, Aldo Venturelli
Realizzazione: Elisa D’Annibale, Lorenzo Mesini

  1. Editoriale “Osservatorio sullo stato dell’Informazione e della Comunicazione Italo-Tedesca”
  2. Mario Draghi – politica interna italiana (stampa tedesca)
  3. Angela Merkel – politica interna tedesca (stampa italiana)
  4. Immigrazione in Italia (stampa tedesca)
  5. Osservazioni generali marzo-maggio 2021 (stampa tedesca e italiana)

EDITORIALE
OSSERVATORIO SULLO STATO DELL’INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE ITALO-TEDESCA

La Germania è di nuovo attuale in Italia. Dopo una lunga fase di pacato confronto internazionale le conseguenze del “caso Grecia”, le polemiche sull’egemonia tedesca in Europa e, più di recente, il confronto globale sulla gestione della pandemia e sulla crisi economica conseguente hanno riacceso l’interesse dell’opinione pubblica per il più grande Stato dell’Unione Europea e per le relazioni che ci legano ad esso. Per converso, l’Italia è ancora inattuale in Germania. La costante instabilità politica, l’irrobustimento di un populismo bipartisan osservato con sospetto al di là delle Alpi, la lentissima crescita economica del Paese e l’attesa troppo prolungata di riforme in grado di aggiornare la realtà sociale, economica, ecologica e digitale del Paese rendono poco interessante il  caso italiano per chi ha a cuore l’avanzamento dell’Europa su posizioni di primo piano nel contesto della competizione globale. La volubilità di questo scenario dell’interesse si è tuttavia manifestata in occasione di due eventi significativi: in Europa, il varo del programma Next Generation, sostenuto da una forte iniziativa franco-tedesca e, in Italia, la nomina di Mario Draghi alla guida di un governo rappresentativo di quasi tutte le forze politiche dello schieramento parlamentare. Se nel marzo del 2020 un’analisi dell’Istituto Cattaneo su rilevazioni Swg mostrava come Germania e Francia fossero considerate paesi ostili rispettivamente dal 45% e dal 38% della popolazione italiana, già alla fine del maggio seguente – dopo il varo del programma europeo di sostegno fortemente voluto dalla Germania – quelle stesse percentuali si erano ridotte rispettivamente al 42% e al 31%. Un analogo sondaggio, ripetuto oggi, indicherebbe molto probabilmente percentuali in netto calo. Egualmente, la nomina di Mario Draghi ha animato anche in Germania una moderata speranza in relazione al futuro del più grande Stato manifatturiero dell’Europa meridionale. L’abilità politica, l’esperienza internazionale e le capacità di leadership del Presidente del Consiglio italiano hanno generato commenti, se non proprio ottimistici, almeno possibilisti.

La stampa e in generale i mezzi di comunicazione dei due Paesi accompagnano questo oscillare dell’opinione pubblica, ora assecondandolo, ora fornendo i dovuti contributi critici. L’«Osservatorio sullo stato della comunicazione e dell’informazione italo-tedesca» monitora l’evoluzione delle opinioni diffuse nei due Paesi con la finalità di superare le barriere e gli ostacoli che si oppongono a una reciproca comprensione. Quest’ultima patisce ancora il persistere sotterraneo di stereotipi e pregiudizi ereditati dal passato che, su un piano più generale, si insinuano nella visione che il nord e il sud dell’Europa hanno l’uno dell’altro. L’«Osservatorio» intende studiare su base quantitativa e qualitativa, attraverso la misurazione dell’intensità dell’informazione e della sua affidabilità, l’insorgenza, le dinamiche di sviluppo e intensificazione, le trasformazioni e la diffusione degli elementi informativi che determinano il diffondersi di distorsioni nell’immagine reciproca dell’Italia e della Germania con lo scopo di contribuire a creare un più favorevole terreno d’intesa, adatto al miglioramento del trasferimento di conoscenze e informazioni da un paese all’altro.

Ciò avviene attraverso lo spoglio quotidiano di 50 testate e 5 canali radiotelevisivi per ciascun Paese da cui vengono prelevati e aggregati automaticamente, per mezzo di strumenti creati in collaborazione con i laboratori del Natural Language Processing Group della «Fondazione Bruno Kessler», articoli e servizi che permettono di apprezzare l’evoluzione della visione italiana della Germania e della visione tedesca dell’Italia. I testi sono successivamente analizzati dai ricercatori dell’Istituto Italiano di Studi Germanici i quali procedono alle valutazioni quantitative e alla presentazione dei risultati dell’indagine su temi specifici e di particolare rilievo. Di qui a breve il sito dell’«Osservatorio» pubblicherà anche le traduzioni degli articoli di maggior interesse. Nel corso del prossimo anno l’analisi sarà estesa anche alla comunicazione del web e ai blog più interessanti dei due Paesi.

L’obbiettivo è quello di creare strumenti utili a favorire un approccio critico alle informazioni e narrazioni prodotte e scambiate nei due contesti nazionali. È noto, del resto, che il discorso pubblico è oggi condizionato da fattori diversi e nuovi e che, tra questi, il problema della comunicazione riveste grande importanza. Altrettanto noto è, però, che la questione della qualità della comunicazione stessa e degli strumenti utili a far sì che essa  escluda da sé elementi corruttivi come falsificazioni, distorsioni, omissioni o anche fattori ideologici con eventuali elementi discriminanti, è ancora aperta. L’Istituto Italiano di Studi Germanici, con l’«Osservatorio» e con le attività di ricerca a esso collegate, prova a mettere al servizio dell’analisi della comunicazione internazionale le risorse che gli derivano dall’essere l’unico ente pubblico di ricerca italiano a carattere interamente umanistico: le scienze umane, infatti, in quanto portatrici di conoscenza critica intorno alle strutture retoriche e argomentative nelle diverse lingue, al formarsi delle “narrazioni” nel discorso e nell’immaginario pubblico, all’indagine della storia per la comprensione dei nessi locali, internazionali e globali del nostro passato, all’analisi della memoria storica, allo studio dei canoni culturali e degli immaginari predominanti nei diversi contesti, dispongono di strumenti indispensabili per l’indagine della comunicazione internazionale. Dall’impiego di questi strumenti e dai risultati che potranno derivarne scaturirà, auspicabilmente, un contributo significativo al miglioramento della comprensione intereuropea e all’intesa fra due Paesi determinanti per lo sviluppo del dialogo continentale.


MARIO DRAGHI – POLITICA INTERNA ITALIANA (STAMPA TEDESCA)

La nascita del governo guidato da Mario Draghi ha occupato una posizione di primo piano nelle recenti cronache tedesche dedicate all’Italia. I giornali tedeschi hanno riportato positivamente la nascita dell’attuale governo, pubblicando frequentemente articoli e approfondimenti sul nuovo premier italiano Mario Draghi. Nel mese di maggio l’operato dell’ex presidente della Banca centrale europea alla guida dell’esecutivo italiano è rimasto al centro dell’attenzione tedesca, specialmente in relazione a tre temi: 1) la gestione delle risorse europee attribuite all’Italia nell’ambito del programma NGEU e le riforme strutturali incluse nel PNRR; 2) la nuova collocazione politica dell’Italia nell’ambito europeo e internazionale dopo la fine dei governi guidati da Giuseppe Conte; 3) la gestione dei flussi migratori provenienti dalla Libia (cfr. sezione Immigrazione).

L’immagine del governo italiano che emerge complessivamente dalla stampa tedesca è incentrata prevalentemente sulla figura di Mario Draghi, di cui si mettono in evidenza due elementi: 1) il carattere fuori dall’ordinario del Presidente del Consiglio; 2) l’importanza delle sfide affrontate dal governo. La stampa tedesca conferma e ribadisce l’immagine positiva di Mario Draghi quale figura poco rappresentativa ed eccezionale nel panorama politico italiano per via della sua autorevolezza e della stima guadagnata a livello internazionale durante gli anni trascorsi alla BCE. Draghi viene descritto in questo senso come il “salvatore dell’euro” (T. Piller, “Heimspiel für den Euro-Retter”, FAZ, 09 maggio 2021 —–> articolo), il “salvatore della Nazione” per la “tempesta perfetta” (J. Müller-Meiningen, “Der Mann für den perfette Sturm”, Cicero, 27 maggio 2021 —–> articolo) il “patriota” chiamato a salvare il Paese dai suoi cronici difetti e dalla crisi economica innescata dalla pandemia (U. Ladurner, “Stunde des Patrioten”, Die Zeit, 12 maggio 2020 —–> articolo). Si ribadisce in più occasioni la grande importanza delle sfide affrontate dall’attuale governo: rispondere efficacemente alla pandemia (compito che accomuna tutti i leader mondiali), definire efficaci piani di spesa dei fondi europei e avviare un processo incisivo di riforme strutturali capaci di assicurare nuovamente competitività all’economia italiana dopo decenni di stagnazione. Scarsa attenzione viene invece dedicata all’attività e al profilo dei ministri che compongono l’attuale governo che viene dunque prevalentemente identificato nella figura del Presidente del Consiglio.

L’affermazione ricorrente delle grandi responsabilità di Mario Draghi è accompagnata dal dubbio, espresso in maniera a volte esplicita o implicita, che l’attuale governo non riesca a rispondere efficacemente all’attuale crisi, avviando un percorso di crescita economica e modernizzazione del paese e di riduzione dell’elevatissimo debito pubblico. Alla costante preoccupazione tedesca per il livello del debito e per la presunta assenza nel dibattito italiano del problema della sua riduzione (nei mesi di aprile e maggio sui principali quotidiani italiani sono stati invece pubblicati più di 20 articoli sulla necessaria riduzione del debito pubblico, v. grafico) si aggiunge il timore che la composita maggioranza politica che sostiene il governo non sia in grado di seguire Draghi nel difficile percorso di riforme e di investimento dei fondi europei. Avvocati, sindacati, funzionari pubblici e partiti politici sono citati come i principali soggetti che ostacolano il programma di riforme necessario all’Italia (O. Meiler “Draghis Wette”, Süddeutsche Zeitung, 29 aprile 2021 —–> articolo).

Debito pubblico (stampa italiana)

Il grafico si riferisce ai mesi di aprile e maggio 2021 e prende in considerazione tutti gli articoli pubblicati sulla stampa italiana riguardanti la questione del debito pubblico.

L’immagine complessiva dell’Italia che viene veicolata, in maniera più o meno esplicita a seconda dei singoli casi, è quella di un paese afflitto da una cronica depressione economica, incapace di sostenere il proprio debito pubblico senza l’aiuto della BCE e gravato da una pubblica amministrazione tradizionalmente incapace di investire efficacemente i fondi europei. Viene confermata l’immagine della politica italiana come poco affidabile, incapace di portare a termine importanti riforme necessarie al Paese (ad eccezione del caso rappresentato dalle riforme condotte da Mario Monti) ed eccessivamente litigiosa (si cita l’elevato numero di Presidenti del Consiglio che si si sono avvicendati alla guida dei governi italiani negli ultimi trent’anni) (D. Straub, Mario Draghi räumt auf, Frankfurter Rundschau, 5 maggio 2021 —–> articolo). Il rilancio della competitività dell’economia italiana (attraverso i fondi europei e le riforme strutturali) e la riduzione del debito pubblico rappresentano i due obiettivi su cui si richiama maggiormente l’attenzione e per cui si preoccupano gli osservatori più scettici.

Alcuni commentatori autorevoli non hanno mancato di evidenziare il riavvicinamento politico dell’Italia alla Francia, dopo anni segnati da incomprensioni, competizione e rapporti tesi. Questa fase di distensione nelle relazioni italo-francesi, certamente favorita dall’autorevolezza internazionale di Mario Draghi, è stata letta in chiave geopolitica come un tentativo da parte di Roma e Parigi di riequilibrare il tradizionale asse franco-tedesco. Tentativo che viene connotato in chiave sentimentale e di cui si mette in evidenza, alla luce della storia delle relazioni italo-francesi, il carattere illusorio e velleitario (W. Lepenies, “Der leteinische Block”, Die Welt, 24 aprile 2021 —–>  articolo).

Mario Draghi - politica interna italiana

Il grafico si riferisce al mese di maggio 2021 e prende in considerazioni tutti gli articoli pubblicati sulla stampa tedesca riguardanti la politica interna italiana e in generale il premier Mario Draghi.

L’immagine di Draghi non presenta tuttavia una connotazione univoca. Sebbene si riconosca unanimemente il suo ruolo e il suo impegno fondamentale in difesa della moneta unica durante il proprio mandato alla guida della BCE, nell’opinione pubblica tedesca permangono autorevoli voci critiche della politica monetaria espansiva condotta da Draghi e proseguita da C. Lagarde. Alla politica monetaria espansiva viene imputato di gravare sulle banche tedesche (C. Siedenbiedel,   “Der Ärger mit den Negativenzinsen”, FAZ, 27 maggio 2021 —–> articolo), di contribuire al rischio inflazione e di finanziare il debito pubblico di quei paesi, come l’Italia, che sarebbero altrimenti incapaci di sostenerlo in maniera autonoma (F. Weibe, “Italiens Zukunft hängt an der Hilfe der EZB” Handelsblatt, 29 maggio 2021). Queste critiche sono riprese da coloro che nutrono il timore che l’emissione di debito comune europeo per sostenere il NGEU rappresenti un concreto passo verso l’unione fiscale, obiettivo incompatibile con gli attuali trattati europei e con la sovranità fiscale della Germania (J. Stark, “Nach der Pandemie droht Inflation” Tichys Einblick, 18 maggio 2021 —–> articolo).


ANGELA MERKEL – POLITICA INTERNA TEDESCA (STAMPA ITALIANA)

La fine della c.d. “era Merkel” rappresenta uno dei temi principali verso cui si è rivolta l’attenzione della stampa italiana nel corso degli ultimi mesi. Ad Angela Merkel viene riconosciuto il contributo decisivo sia per il l’approvazione del programma Next Generation EU (NGEU) sia per il sostegno agli ambiziosi obiettivi ambientali stabiliti dalla Commissione europea. L’immagine tedesca che risulta dalle cronache è duplice: un paese centrale negli equilibri europei e fortemente impegnato, tanto sul fronte interno quanto su quello europeo, nella gestione della crisi pandemica; al tempo stesso è ricorrente l’immagine di un paese indeciso sul proprio futuro e sulla figura politica più adatta ad interpretarne le aspirazioni e a colmare il vuoto che Angela Merkel si appresta a lasciare, non solo in Germania ma anche in Europa.

L’elemento ricorrente che le cronache italiane rilevano nella politica interna tedesca è l’indecisione che caratterizza la CDU nell’attuale fase di transizione storica. Il processo che ha portato prima all’elezione di Armin Laschet alla guida della CDU (gennaio 2021) e poi (aprile 2021) alla candidatura alla cancelleria in vista delle prossime elezioni federali (26 settembre 2021) è stato seguito con particolare interesse da parte della stampa italiana. L’immagine restituita è quella di un partito ancora fortemente indeciso sul futuro e sul sostituto della storica cancelliera Angela Merkel. Di Armin Laschet vengono infatti rilevate sia le competenze, sia l’esperienza maturata alla guida del Land Nord Reno-Vestafalia, ma anche lo scarso entusiasmo che la sua nomina ha suscitato tra le fila della CDU e, più in generale, nell’opinione pubblica. Più che una figura di svolta e cambiamento Laschet viene dunque presentato come un candidato affidabile che ambisce a gestire con continuità e senza strappi l’uscita di scena di Angela Merkel. Tale situazione di indecisione viene accresciuta anche dall’equilibrio che permane all’interno della CDU tra le componenti interne più moderate e quelle conservatrici (F. D’Aniello, La Cdu in crisi adesso punta sull’ala destra contro AfD, Domani, 6 maggio 2021 —–> articolo). Sulla scia della nomina di Laschet non sono mancati approfondimenti, in particolare sul Nord Reno-Vestafalia, con lo scopo di diffondere una conoscenza più ampia della Germania presso il pubblico italiano (P. Valentino, La capitale della lignite al tramonto. Nel Nord Reno-Vestfalia le miniere a cielo aperto diventano patrimonio dell’umanità, Corriere della Sera, 19 maggio 2021 —–> articolo).

Particolare attenzione è stata dedicata alla crescita nei sondaggi del partito dei Verdi e al profilo di Annalena Bearbock, candidata alla cancelleria alle prossime elezioni. I Verdi sono stati descritti come la forza politica più convinta e risoluta per interpretare le istanze di cambiamento presenti nella società tedesca, in particolare quelle provenienti dalle fasce giovani dell’elettorato. L’ascesa dei Verdi è descritta come un esempio a cui le forze politiche di ispirazione progressista in Italia dovrebbero ispirarsi (F. Santolini, Cosa possono imparare i Verdi italiani da quelli tedeschi, pronti al governo, Domani, 19 maggio 2021 —–> articolo). La stampa italiana ha sottolineato l’ambizione che caratterizza l’agenda politica avanzata dai Verdi la quale da un lato abbandona il radicalismo utopistico del passato e dall’altro si propone di segnare una svolta rispetto ai governi precedenti guidati da Angela Merkel (T. Mastrobuoni, Baerbock verso il voto: “Sarà mio marito a badare ai figli”, La Repubblica, 18 maggio 2021 —–> articolo).

La Germania viene inoltre descritta come il principale paese impegnato a sostenere e promuovere gli ambiziosi obiettivi ambientali avanzati da parte della Commissione europea. Il supporto tedesco alla politica green della Commissione assume una duplice connotazione sulla stampa italiana: da un lato l’impegno ambientalista del governo tedesco è motivo di prestigio, che conferma e rafforza l’immagine del paese quale paese leader in sede europea, impegnato ad attuarne i progetti più ambiziosi e avanzati come quelli connessi alla transizione energetica e alla salvaguardia ambientale; dall’altro lato sono presenti voci critiche che descrivono le politiche ambientaliste come la nuova veste ideologica assunta dagli interessi economici tedeschi in Europa (C. Cambi, L’econinganno, Panorama, 12 maggio 2021 —–> articolo).

Angela Merkel - politica interna tedesca

Il grafico si riferisce al mese di maggio 2021 e prende in considerazioni tutti gli articoli pubblicati sulla stampa italiana riguardanti la politica interna tedesca e in generale il cancelliere in uscita Angela Merkel.

Alla SPD è stata dedicata complessivamente un’attenzione ridotta da parte della stampa italiana. Ne risulta confermata l’immagine di un partito che nel corso degli ultimi due governi di coalizione con la CDU (2013-2017 2017-2021) ha subito una continua perdita di voti e di consenso nel paese. Il candidato socialdemocratico alle elezioni federali e attuale ministro delle finanze, Olaf Scholz, ha rilasciato una lunga e articolata intervista in cui ha ribadito gli elementi fondamentali della posizione tedesca in merito al dibattito  che si terrà sulla eventuale riforma delle regole del c.d. Patto di stabilità e crescita. (Intervista a Olaf Scholz, «Le regole del Patto? Sono flessibili e hanno funzionato contro la crisi pandemica», Il Sole 24 ore, 16 maggio 2021 —–> articolo). L’attenzione riservata a Scholz non deriva dal suo ruolo di sfidante socialdemocratico della CDU, ma dal prestigio personale connesso al ruolo di ministro delle finanze e sostenitore, in sede europea, del programma Next Generation EU. Come non ha mancato di sottolineare uno dei più accorti commentatori italiani della politica europea, la linea politica espressa da Scholz sulla riforma della governance economica europea non si differenzia, nei suoi elementi fondamentali, da quella sostenuta da Wolfgang Schaüble (S. Fabbrini, Come uscire dalla pandemia tra Schaüble e Draghi, Il Sole 24 Ore, 16 maggio 2021 —–> articolo). L’attuale presidente del Bundestag si conferma il politico della CDU più importante, dopo Angela Merkel, sui quotidiani italiani, come conferma la recente pubblicazione di un suo lungo e articolato intervento (W. Schaüble, La disciplina di bilancio è l’unico vaccino in grado di scongiurare la pandemia del debito, Il Sole 24 ore, 14 maggio 2021 —–> articolo). Come emerge dal confronto tra le posizioni convergenti di Schaüble e Scholz e le istanze di cambiamento avanzate dai Verdi l’immagine che emerge è quella di un paese ancora indeciso se proseguire lungo gli assi tradizionali che ne hanno determinato la politica economica e la politica europea nel corso degli ultimi decenni, oppure se intraprendere un difficile e al momento incerto percorso di cambiamento.

Complessivamente scarsa attenzione è stata invece riservata da parte italiana al partito di destra, AFD, nei mesi che hanno visto la crescita dei Verdi, ma le prossime elezioni regionali in Sassonia Anhalt e la nomina del tandem Alice Weidel e Tino Chrupalla come candidati alle elezioni federali hanno risvegliato l’interesse  a fine mese per la AFD e la destra nazionalista tedesca (U. Audino, L’AfD va ancora più a destra Due falchi per il governo, La Stampa, 26 maggio 2021 —–> articolo).

Nel quadro dell’attuale fase di transizione politica non è venuta meno l’attenzione da parte dei quotidiani economici italiani (Sole 24 ore, Milano Finanza) all’andamento dell’economia tedesca, in particolare la ripresa della produzione industriale e delle esportazioni. Le ragioni alla base dell’attenzione per l’economia tedesca sono da un lato di carattere oggettivo e riguardano il particolare rapporto che unisce i sistemi produttivi italiano e tedesco e lo stesso primato economico tedesco entro l’UE; dall’altro lato chiamano in causa le aspettative sulla ripresa e la crescita dell’economia tedesca come principale volano per la crescita italiana ed europea.  La politica e l’andamento dell’economia tedesca rappresentano nel complesso una incognita per l’Italia. (R. Mania, T. Mastrobuoni, Crescita, il piano del premier alla prova del dopo Merkel, la Repubblica, 22 maggio 2021 —–> articolo).

Draghi su stampa tedesca Merkel su stampa italiana

Grafico di comparazione tra l’interesse della stampa italiana per la situazione tedesca e viceversa.


IMMIGRAZIONE IN ITALIA (STAMPA TEDESCA)

Il problema dei flussi migratori che dall’Africa si muovono verso l’Europa è un tema che la stampa tedesca ha spesso affrontato soprattutto in relazione all’Italia; paese geopoliticamente al centro della questione. Alcuni quotidiani tedeschi, infatti, hanno sottolineato come l’immigrazione dall’Africa sia un problema, spesso sfociato in vere e proprie tragedie umane, che si protrae ormai da troppo tempo senza che se ne proponga una soluzione. In questo senso l’Italia viene presentata in una duplice veste. Da una parte viene vista come il paese inevitabilmente costretto ad affrontare un flusso migratorio di difficile se non impossibile gestione. Viene rilevato ad esempio come la situazione nell’isola di Lampedusa, l’avamposto più a sud della penisola, ponte tra l’Europa e l’Africa, peggiori a vista d’occhio con l’arrivo dell’estate e del bel tempo che favoriscono la partenza incontrollata di navi dalle coste libiche. La stampa tedesca ha dunque spesso ribadito l’estrema difficoltà che il governo italiano deve affrontare muovendosi tra obbiettiva impossibilità di accoglienza di massa e obblighi verso le politiche dell’UE. A questo dato però si aggiunge il riferimento ad un altro tema. Secondo alcuni quotidiani tedeschi, infatti, la questione centrale rimane l’interesse che i governi italiani hanno sempre avuto, dopo la caduta di Gheddafi nel 2011, nel riconquistare una certa influenza in Libia. Viene rilevato quanto ad oggi il più importante nemico per l’Italia sia la Turchia di Erdogan proprio a causa della volontà di quest’ultimo di conquistare la medesima influenza su Tripoli. In questo senso la scelta di Mario Draghi di definire apertamente Erdogan un “dittatore” viene inquadrata proprio in questo contesto: sullo sfondo delle dure parole del premier italiano i giornali tedeschi pongono la questione del braccio di ferro tra Roma e Ankara per l’influenza in Libia inquadrando così la presa di posizione di Draghi in un interesse meramente geopolitico (M. Rüb, Ansturm auf Lampedusa, Frankfurter Allgemeine Zeitung, 25 maggio 2021 —–> articolo).

Immigrazione (stampa tedesca)

Il grafico si riferisce al mese di maggio 2021 e prende in considerazioni tutti gli articoli pubblicati sulla stampa tedesca riguardanti la situazione dell’immigrazione dalla Libia verso Italia.

I quotidiani tedeschi hanno anche rilevato come l’Italia nel corso degli anni abbia spesso provato a porre all’attenzione dei vertici europei il problema dell’immigrazione incontrollata. In questo senso Mario Draghi viene presentato come un interlocutore affidabile in grado di proporre soluzioni concrete a differenza, invece, dell’ex ministro dell’interno Matteo Salvini. La stampa tedesca si è infatti interessata sia alla decisione di Catania di non procedere a giudizio per la vicenda della nave Gregoretti, per la quale Salvini era stato accusato di privazione della libertà e abuso d’ufficio, sia al caso della Ong Open Arms per la quale invece l’ex ministro dovrà rispondere dell’accusa di sequestro di persona. Il leader della Lega viene dunque presentato come un politico inaffidabile, soprattutto in relazione alle politiche e ai principi della UE, non disponibile al dialogo con gli altri leader europei (A. Bachstein, Salvini entgeht zweitem Prozess, Süddeutsche zeitung, 15 maggio 2021 —–> articolo).

Al contrario, invece, la stampa tedesca ha spesso sostenuto quanto il governo di Mario Draghi potrebbe ricoprire un ruolo centrale nei negoziati europei sulla questione dell’immigrazione, tanto da elogiare i risultati ottenuti dopo la visita in Tunisia del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese. Con l’incontro tra il ministro italiano e il capo del governo tunisino Hichem Mechichi la situazione dell’immigrazione illegale potrebbe migliorare nel giro di poco tempo: l’accordo tra l’Italia e la Tunisia presuppone infatti una flessibilità sui rimpatri e soprattutto un controllo maggiore sulle coste riducendo così le partenze incontrollate. Un risultato che la stampa tedesca non ha mancato di elogiare (A. Hackensberger, Das neue Schlüsselland der Migration, Die Welt, 31 maggio 2021 —–> articolo).


OSSERVAZIONI GENERALI MARZO-MAGGIO 2021
(STAMPA TEDESCA E ITALIANA)

Sulla stampa tedesca è possibile riscontrare, a livello generale, sia i tradizionali stereotipi e le usuali generalizzazioni relative all’Italia, sia diversi approfondimenti che si impegnano a restituire al pubblico tedesco un’immagine più precisa e attenta della società italiana e della sua storia. Complessivamente, considerato il rapporto asimmetrico che unisce i due paesi, da parte tedesca si osserva una maggiore attenzione verso l’Italia rispetto a quella che sarebbe naturale attendersi a parti inverse. Sebbene la Germania rappresenti il principale partner dell’Italia in Europa, la stampa italiana non dedica alla Germania un’attenzione proporzionale all’importanza di quest’ultima in sede politica ed economica.

Uno dei principali elementi che maggiormente concorre a consolidare l’immagine negativa dell’Italia sulla stampa tedesca è il richiamo alla mafia e alle attività delle associazioni mafiose, specialmente nell’Italia meridionale. Al richiamo ricorrente alle attività mafiose si aggiunge in questi mesi il rischio – sottolineato a più riprese – che gli aiuti economici europei all’Italia finiscano direttamente o indirettamente nelle mani di associazioni mafiose (D. Straub, Mario Draghi räumt auf, Frankfurter Rundschau 5 maggio 2021  —–> articolo,; O. Meiler, Die Frau, die Italien enne will, Süddeutsche Zeitung, 29 maggio 2021 —–> articolo). Sottolineare questo rischio da parte tedesca non contribuisce alla diffusione di maggiore fiducia tra i due paesi nell’attuale fase di transizione politica e di sperimentazione economica sul piano europeo (NGEU).

Accanto agli stereotipi non mancano singoli approfondimenti che si impegnano a restituire al pubblico tedesco una immagine più precisa dell’Italia e della sua storia (S. Ulrich, Die Republik oder das Chaos, Süddeutsche Zeitung, 29 maggio 2021—–> articolo). Si rileva inoltre la peculiare dinamica connessa ai sinceri tentativi, condotti da parte tedesca, di sfatare gli stereotipi sull’Italia diffusi in Germania: per contrastare l’immagine di paese inefficiente e inaffidabile attraverso il resoconto di una esperienza personale (quale l’efficace campagna di vaccinazioni condotta dalla regione Lazio riportata dallo scrittore Peter Schneider) si ripropone indirettamente l’immagine dell’Italia quale “Bel Paese”, meta turistica e di vacanze (P. Schneider,  Wie ich nach Italien reiste und dort die wunderbare Leichtigkeit des Impfens endetckte, Die Zeit, 6 maggio 2021 —–> articolo) (“Torniamo”, FAZ, 30 maggio 2021 —–> articolo ).

Sulla stampa italiana si conferma l’immagine complessivamente positiva della Germania, dovuta ai seguenti elementi: efficienza, serietà, integrità morale, locomotiva economia europea, stabilità del sistema politico e continuità dei governi. Il principale elemento  positivo nelle relazioni italo-tedesche su cui la stampa italiana richiama l’attenzione, in particolare i quotidiani economici, è l’elevata integrazione tra i sistemi produttivi dei due paesi e sulla capacità mostrata nel corso degli anni da parte del settore privato di promuovere e approfondire i legami commerciali e industriali tra i due paesi. Legami che si sviluppano prevalentemente in forma autonoma, ad eccezione del ruolo di indirizzo giocato in sede europea dalla Germania nell’ambito dei progetti IPCEI promossi dalla Commissione europea, come quello che vede  attualmente impegnate aziende tedesche e italiane nella filiera dell’idrogeno (G. Baldini, Sinergie Roma-Berlino sull’idrogeno, La Verità, 30 maggio 2021 —–> articolo).

Sul fronte italiano si verifica in determinati casi la stessa dinamica presente sulla stampa tedesca connessa al tentativo di correggere e combattere stereotipi diffusi, come nel caso delle dimissioni della ministra tedesca per via della tesi di dottorato copiata. Il caso, che ha ricevuto l’attenzione della stampa italiana, potrebbe essere letto come la messa in discussione di uno stereotipo diffuso quale quello della serietà e dell’integrità morale dei politici tedeschi. Al contrario questo tentativo si rovescia  implicitamente nella conferma dello stesso stereotipo dal momento che le dimissioni della ministra confermano l’idea della trasparenza del sistema politico e soprattutto della piena responsabilità dei politici tedeschi che sono chiamati a pagare per i propri errori, diversamente da quanto avviene in Italia. La vicenda istituisce indirettamente anche un confronto tra i due paesi in merito alla formazione e ai titoli di studio delle rispettive classi politiche: diversamente dalla Germania in Italia pochissimi politici possono vantare il titolo di dottore di ricerca. La distanza tra i due paesi ne risulta così implicitamente allargata.

Permane l’idea di una “egemonia tedesca” sull’Europa, sebbene il suo utilizzo mi chiave polemica si sia sensibilmente ridimensionata dopo l’approvazione del programma NGEU grazie al sostegno di Angela Merkel (G. D’Amato, La Germania recupera egemonia con l’energia, L’Eco di Bergamo, 31 maggio 2021 —–> articolo). L’idea dell’egemonia tedesca, così come viene evocata dai giornali, contribuisce a diffondere un’immagine unilaterale e semplicistica, sebbene non priva di alcuni elementi di verità connessi sia all’oggettivo primato economico e politico tedesco, sia al complesso rapporto che lega Germania e Unione Europea. Se l’espressione “egemonia tedesca” assumesse una connotazione più precisa da parte italiana si offrirebbe al pubblico italiano la possibilità di comprendere più chiaramente e in maniera meno strumentale la politica europea della Germania.

La Germania è coinvolta infine, sebbene in maniera non esclusiva, nell’idea di un presunto “doppio standard” che sussisterebbe in sede politica europea in merito a questioni di attualità come l’immigrazione. Nella gestione dei flussi e delle crisi migratorie l’Italia non avrebbe ricevuto lo stesso supporto e trattamento in sede europea rispetto ad altri paesi membri, attribuendo le difficoltà italiane all’indifferenza o alla presunta tacita ostilità di Germania e Francia (N. De Felice, Gli Stati di Bandiera si riprendano i migranti e rispettino le leggi, Il Tempo, 25 maggio 2021 —–> articolo; G. Micalessin, Migranti, la partita quasi impossibile del premier, Il Giornale, 25 maggio 2021 —–> articolo; Il vertice UE non si cura dei migranti, Il Foglio, 25 maggio 2021 —–> articolo). L’idea di un “doppio standard” si presta ad essere strumentalizzata in chiave politica senza fornire al lettore italiano una panoramica dettagliata e oggettiva sulla effettiva posizione politica di paesi quali Francia e Germania.