PROGETTO 4 – RELAZIONI INTERMEDIALI E INTERCULTURALI FRA ITALIA E GERMANIA: CINEMA E LETTERATURA.

PROGETTO 3 – METODO, ERMENEUTICA E TRADUZIONE NEL DIRITTO TRANSNAZIONALE
1 Marzo 2013
PROGETTO 5 – LA DIMENSIONE PLURILINGUISTICA DELLA CONOSCENZA NEL MEDITERRANEO. LA PROMOZIONE DELLA LINGUA E DELLA CULTURA TEDESCHE NELL’AFRICA DEL NORD DURATA TRIENNALE 2013-2015
1 Marzo 2013
PROGETTO 3 – METODO, ERMENEUTICA E TRADUZIONE NEL DIRITTO TRANSNAZIONALE
1 Marzo 2013
PROGETTO 5 – LA DIMENSIONE PLURILINGUISTICA DELLA CONOSCENZA NEL MEDITERRANEO. LA PROMOZIONE DELLA LINGUA E DELLA CULTURA TEDESCHE NELL’AFRICA DEL NORD DURATA TRIENNALE 2013-2015
1 Marzo 2013

durata biennale, coordinatori scientifici:

Prof. Matteo Galli, Università di Ferrara
Prof. Luigi Cimmino, Università di Perugia

Il progetto, articolato su un arco temporale di due anni, si propone di dare vita ad un manuale (“Handbuch”) che offra una per quanto possibile completa ricognizione dei rapporti fra l’Italia e i paesi di lingua tedesca relativamente alle trasposizioni cinematografiche di opere letterarie.

Il quadro di riferimento teorico-metodologico intende coniugare il campo degli studi intermediali e dei rapporti fra cinema e letteratura ( si pensi fra tutti agli studi condotti da Joachim Paech e dalla scuola di Costanza, nei quali il rapporto fra cinema e letteratura è ricondotto a un confronto fra sistemi semiotici e produttivi diversi ma interagenti fra loro) con gli studi (inter-)culturali, soprattutto quelli in senso lato riconducibili alle teorie del sociologo francese Pierre Bourdieu. È auspicabile che questo duplice quadro di riferimento metodologico possa dar luogo a nuovi esiti teorici di cui il progetto intenderà avvalersi.

Il progetto prevede sinteticamente quattro linee di ricerca:

1. Una linea di ricerca storico-culturale, volta ad indagare la circolazione dei prodotti culturali nel mercato editoriale un aspetto questo decisamente trascurato dalla critica, abituata ad analisi linguistiche squisitamente “werkimmanent” basate in prevalenza su desueti criteri di fedeltà (vedi sotto). In sostanza si tratta di studiare i canali di penetrazione dei prodotti letterari ( e più in generale culturali) nell’editoria del paese straniero come una sorta di “inter-testi” fra il testo originale e la trasposizione cinematografica. Un fenomeno estendibile, nel caso della trasposizione cinematografica di opere teatrali, alle messe in scena, non necessariamente precedute da traduzioni pubblicate. Si pensi – per fare un esempio concreto riferito all’Italia– al catalogo dell’editore Adelphi come bacino di raccolta di una significativa serie di testi di area germanica che hanno dato vita a trasposizioni cinematografiche da parte di registi italiani: dalle trasposizioni schnitzleriane di Pasquale Festa Campanile (Il ritorno di Casanova, 1980), di Enzo Muzii (La signorina Else, 1980), di Mario Bianchi (Ad un passo dall’aurora, tratto da Doppio Sogno, 1989) ai due Stifter trasposti da Maurizio Zaccaro (La Valle di Pietra tratto da Pietra Calcarea nel 1993 e, per la TV, Cristallo di Rocca nel 1999), al Roth di Ermanno Olmi (La leggenda del santo bevitore, 1988) per arrivare al film nietzscheano di Liliana Cavani (Al di là del bene e del male, 1977) che trae vistoso profitto dalla circolazione dei volumi dell’edizione Colli-Montinari. Il caso Nietzsche-Cavani rappresenta una declinazione oltremodo significativa delle relazioni intermediali perché individua il cinema come luogo in cui viene a depositarsi, semplificata, l’elaborazione discorsiva subita nel tempo da un determinato testo nel paese di arrivo, secondo una dinamica non dissimile da quella studiata da Simone Costagli (Costagli in Pangaro/Dottorini/Cimmino 2010) a proposito della trasposizione cinematografica del Processo di Kafka attuata da Orson Welles.. Si tratterebbe di verificare se il caso Adelphi sia da ritenersi un caso isolato o se sia possibile rintracciare altri esempi di questo genere, anche soltanto nel campo della trasposizione di classici, magari in seguito ad una nuova traduzione che ha rimesso in circolo il testo letterario, nonché viceversa il profitto che viene a trarre un determinato testo dalla sua trasposizione cinematografica in termini di nuova edizione, nuova copertina con immagini tratte dal film e tutta una serie di altre strategie paratestuali. Da studiare è altresì il campo letterario inverso: esistono in area tedesca casi uguali e contrari, editori che hanno costruito il proprio capitale simbolico sulla letteratura italiana, penso ad esempio a Klaus Wagenbach, i quali abbiano pubblicato testi poi trasposti per il cinema o per la televisione da registi tedeschi?

2. Una seconda linea di ricerca riguarderà i rapporti produttivi e ideativi fra produttori tedeschi e italiani, fra scrittori tedeschi e italiani, un settore anche questo completamente da studiare dagli albori della storia del cinema fino ai giorni nostri. Se risultano oltremodo acclarati e studiati rapporti osmotici di tipo nazionale (Peter Handke che lavora per Wim Wenders, Ennio Flaiano che lavora per Federico Fellini o per Antonio Pietrangeli) e auto-traspositivo (tanto per intenderci il caso Pasolini in Italia o il caso Kluge in Germania), ancora tutte da studiare sono le interazioni di tipo interculturale, in cui scrittori tedeschi abbiano collaborato alla realizzazione di opere cinematografiche italiane o tedesche tratte da autori italiani, magari sotto l’egida di una costellazione produttiva italo-tedesca. Due pubblicazioni che vanno nella direzione auspicata sono recentissime (Cinegraph 2010, Bock/Distelmeyer,Schöningh 2011) Una tale indagine non potrà dunque prescindere da una sistematica mappatura delle principali relazioni co-produttive fra Italia e Germania, al fine di operare una ricognizione di tutta una serie di relazioni che, a cascata, ne sono derivate in termini anche di ideazione creativa ed esecuzione del progetto, relazioni che finiscono evidentemente per attenere anche al campo letterario. Si pensi a un caso come quello di Dacia Maraini che collabora alla sceneggiatura di Paura e Amore girato nel 1988 da Margarethe von Trotta e co-prodotto da Italia e Germania Federale (oltreché dalla Francia), oppure alla collaborazione anche a livello di scrittura fra Wenders e Antonioni. Quest’ambito di ricerca appare molto articolato e non potrà non dar vita a numerosi e significativi ampliamenti nell’orizzonte delle conoscenze. Si tratterà pertanto di andare a ricostruire tutta una rete di relazioni oltremodo complessa che passa anche attraverso canali meno noti come il film d’avanguardia negli anni ‘20 e di neo-avanguardia degli anni ‘60;

3. una terza linea di ricerca attiene alla Germania (e l’Austria) e all’Italia come depositarie di un immaginario collettivo spesso di matrice letteraria o storico-artistica o anche politica che trova spazio all’interno di opere cinematografiche non necessariamente nate da trasposizioni letterarie o comunque non necessariamente da trasposizioni letterarie opera di registi dell’altro paese. Si pensi alla trasposizione del romanzo di Alfred Andersch, Die Rote, diretta dal regista tedesco Helmut Käutner (1962), ma la cui trama è quasi esclusivamente ambientata nel territorio italiano durante la seconda guerra mondiale (Käutner si trasferirà e morirà in Italia), ai film di Jean-Marie Straub e Danièle Huillet di ambientazione italiana, non solo quelli riconducibili alle “Literaturverfilmungen” (da “Dalla nube della Resistenza” , 1979, tratto da Pavese a “Fortini/Cani”, 1977, da Fortini) ma anche quelli, di matrice squisitamente politica, con o senza una base letteraria che si svolgono in Italia, ma si pensi anche al caso di Werner Schroeter e al suo immaginario “operistico” che si nutre abbondantemente di immagini e cliché italiani, un aspetto, questo, che circoscrive molto dell’interesse di Alexander Kluge per l’Italia. Per converso, basti pensare al caso Visconti, come al regista che ha maggiormente attinto alla cultura tedesca per popolare il proprio immaginario, almeno dalla Caduta degli dèi (1967) in avanti. Ma il discorso può riguardare anche le rappresentazioni della cultura popolare, cinematografica e televisiva, si pensi ad esempi come le trasposizioni televisive dei romanzi di Donna Leon ambientati a Venezia, a film sulle relazioni interculturali Italia-Germania legati al mondo dell’emigrazione (da Solino di Fatih Akin, 2002, a Maria ihm schmeckt’s nicht 2009, di Neele Leana Vollmar). Per la rappresentazione della Germania nel cinema italiano popolare, basterà fare riferimento alla declinazione paradossale della spy story in “Totò e Peppino divisi a Berlino”, 1964, ma anche a tutta una serie di film legati al mondo dei “Gastarbeiter” nel periodo che va almeno dagli anni ‘50 agli anni ‘70 (un esempio fra tutti “I magliari” di Dino Risi, 1959).

4. La quarta linea di ricerca è la più consueta, la più studiata, ossia l’analisi di singole pellicole cinematografiche che traspongono testi letterari dell’altro paese. Qui si tratterà da un lato di andare a costituire un corpus plausibile, soprattutto per quanto attiene alla trasposizione di opere letterarie italiane da parte di registi tedeschi, dall’altro di fare tesoro di tutte le linee di ricerca sopra esposte al fine di emanciparsi da un’analisi metodologicamente datata, volta soltanto a studiare i due testi in un’ottica banalmente comparativa secondo presunti criteri di fedeltà.

Fasi del progetto

Sono previste 3 fasi del progetto. Una prima fase, pressoché immediata, in cui il gruppo dei proponenti si incontra e, attraverso un brain storming, individua una serie di (giovani) studiosi – germanisti, storici del cinema, italianisti – da coinvolgere nel progetto, ribadendo e ampliando le linee di ricerca, assegnando loro precisi compiti da svolgere. Una seconda fase in cui si darà vita ad almeno due workshop in cui verranno tenute alcune relazioni-campione, in tutto 8, sulle varie tipologie di “voce” prefigurate nelle quattro linee di ricerche, quindi due di natura teorica, due di natura storico-culturale attinenti al mondo editoriale, due sulle relazioni di scrittura ed economico-produttive fra Italia e Germania, due sulle rappresentazioni di Italia e Germania nell’immaginario collettivo cinematografico, due relazioni monografiche su due Literaturverfilmungen. A ciascuno degli otto relatori si affiancherà un discussant. La seconda fase del progetto permetterà di individuare la cogenza delle linee di ricerca, procedendo eventualmente a semplificazioni e ad ampliamenti e individuando eventuali altri collaboratori. La conclusione della seconda fase dovrebbe culminare con la stesura di quello che potrebbe diventare l’indice definitivo del volume. Si procederà pertanto a stabilire anche le dimensioni delle singole voci e ovviamente gli autori delle stesse. Si creerà altresì una piattaforma informatica ad uso interno, dotata cioè di password di accesso, in modo che l’interscambio fra i componenti del gruppo di ricerca sia continuo, secondo modalità riconducibili a quelle del “blog”. La terza fase del progetto coinciderà con la pubblicazione dello “Handbuch”.

 

Piano finaziario (2013)

Si prevede una spesa di Euro 10.000

Bibliografia generale

  • Joachim Paech, Literatur und Film, Stuttgart 1997
  • Irina Rajewsky, Intermedialität, Stuttgart 2002
  • Robert Stam / Alessandra Raengo (Eds.): A Companion to Literature and Film. New York: Blackwell, 2005
  • Manfred Engelbert / Burkhard Pohl / Udo Schöning (Hg.): Märkte, Medien, Vermittler. Zur interkulturellen Vernetzung von Literatur und Film. Göttingen 2001
  • Jochen Mecke / Volker Roloff (Hg.): Kino-/(Ro)Mania. Intermedialität zwischen Film und Literatur. Tübingen 1999
  • Cinema trans-alpino: Deutsch-italienische Filmbeziehungen (CineFest. Katalogbuch zum VII. Internat. Festival des deutschen Film-Erbes 2010), München 2010.
  • Hans Michael Böck, Jan Distelmeyer, Jörg Schöningh (hg), Tenöre, Touristen, Gastarbeiter: Deutsch-italienische Filmbeziehungen, München 2011.
  • Luigi Cimmino, Giorgio Pangaro, Daniele Dottorini (a cura di), Il doppio sogno di Arthur Schnitzler, Milano 2007.
  • Luigi Cimmino, Giorgio Pangaro, Daniele Dottorini (a cura di), Effi Briest. Da Fontane a Fassbinder, Milano 2008.
  • Luigi Cimmino, Giorgio Pangaro, Daniele Dottorini (a cura di), Franz Kafka/Orson Welles: Il processo, Soveria Mannelli 2010.
  • Sven Hanuscek-Eugenio Spedicato, Literaturverfilmung: Perspektiven und Analysen, Würzburg 2008.
  • Klaus M. Schmidt, Ingrid Schmid, Lexikon Literaturverfilmungen. Verzeichnis deutschprachiger Filme 1945-2000, Stuttgart 2001
  • Eugenio Spedicato, Literatur auf der Leinwand. Am Beispiel von Luchino Viscontis Morte a Venezia, Würzburg 2008.
  • Linda Hutcheon, Teoria degli adattamenti. I percorsi delle storie fra cinema, letteratura e nuovi media, Roma 2011.

Curricula dei proponenti

Matteo Galli (Firenze, 1960) è Professore Ordinario di Letteratura Tedesca presso l’Università di Ferrara, dove è stato Direttore di Dipartimento dal 2002 al 2008 e dove attualmente è Preside. È autore di quattro monografie (su Canetti 1986, sullo Zauberberg di Thomas Mann, 1994, su E .T. A. Hoffmann e la politica, 1999 e su Edgar Reitz, 2006). E’ curatore di quattro volumi uno in Italia (Da Caligari a Goodbye, Lenin!, 2004) e tre in Germania (Mythos Terrorismus [con Heinz-Peter Preußer], 2006, Deutsche Gründungsmythen [ con Heinz-Peter Preußer], 2008 e Deutsche Familienromane [con Simone Costagli], 2010). Ha scritto una settantina di saggi sulla letteratura e sul cinema tedesco. Ha tradotto opere classiche e letteratura tedesca contemporanea, fra l’altro 4 romanzi di Uwe Timm.

Luigi Cimmino è professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università di Perugia. I suoi interessi principali di tipo filosofico sono rivolti all’epistemologia contemporanea, alle problematiche mente/corpo e agli studi di ontologia formale (fra i testi più recenti a riguardo: Il cemento dell’universo. Riflessioni su F.H. Bradley, Cantagalli, Siena 2009, pp. 7-227; Breve Introduzione alla filosofia della mente e delle scienze umane, Rubbettino, Soveria Mannelli 2010). Già borsista della Fondazione von Humboldt per la sezione “logica”, si è dedicato alle problematica della traduzione scientifica dal tedesco in italiano pubblicando in tale ambito articoli in entrambe le lingue. A quelli filosofici associa anche interessi sul rapporto cinema/letteratura. A tal proposito, assieme a Giorgio Pangaro, Daniele Dottorini e Francesco Bono cura una collana dal titolo “corpo a corpo” edita inizialmente dal Castoro e attualmente da Rubbettino.   (volumi nei quali ha pubblicato i seguenti articoli: L’odissea di Fridolin. L’ingombrante presenza di Schnitzler in Eyes Wide Shut, in L.Cimmino/D. Dottorini/G.Pangaro (a cura di), Il doppio sogno di Stanley Kubrick, Il Castoro, Milano 2007, pp.29-48; Processo a K.: Orson Welles e la metafisica di Kafka, in L.Cimmino/D. Dottorini/G.Pangaro (a cura di), F.Kafka/O. Welles: Il processo, Rubbettino, Soveria Mannelli 2010). È condirettore della rivista on-line „Studi Umbri” e presidente dell’„Istituto di Politica”.

Francesco Bono (Roma, 1964). Studi di storia del cinema (Roma) e di economia dello spettacolo (Los Angeles). Dal 2006 è professore associato di storia del cinema presso la Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi di Perugia. Ha svolto corsi alla Ruhr-Universität, Bochum e alla J.W. Goethe-Universität, Francoforte, nonché al Rome Study Center della University of California (Roma).

Collabora dal 1993 con la Repubblica e ha scritto su riviste italiane (Cinecriti-ca, Bianco & Nero, Segnocinema, Immagine) ed europee (Filmblatt, Filmge-schichte, Film og Kino). Si è occupato di aspetti ed autori del cinema scan-dinavo, di lingua tedesca e italiano, con particolare riferimento al periodo fra le due guerre mondiali.

E’ autore dei volumi Nuovo cinema olandese (Roma, 1988), Cinema Finlandia (Roma, 1989), Schermi d’Europa (Roma, 1998) Casta Diva & Co. Percorsi   nel cinema italiano fra le due guerre (Viterbo, 2004), Kino. Il cinema in Germania dopo la riunificazione (Viterbo, 2006) e Willi Forst. Ein filmkritisches Porträt (Monaco, 2010). Ha curato svariati volumi in Italia e all’estero sul cinema dei paesi scandinavi: Film i Norge (1991), Il giovane Bergman (1992), Dansk Film (1993), Nordic Television (1994), Film in Sweden (1996); e su quello di lingua tedesca: Austria (in)felix (1992), Lubitsch (1992), Elektrische Schatten. Beiträge zur österrei-chischen Stummfilmgeschichte (1999), nonché Cinema italiano in Europa 1907-1929 (1997) e Tenöre, Touristen, Gastarbeiter. Deutsch-italienische Filmbezie-hungen (2011).

Simone Costagli Nato a Piombino (1971), laureato in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Firenze nel 1998, con una tesi sull’opera letteraria di Alexander Kluge. Dal 2001 svolge attività di docenza di Letteratura tedesca presso l’Università di Ferrara, dove ha conseguito il titolo di dottore di ricerca nel 2006, con una dissertazione poi pubblicata dalla casa editrice Le Lettere di Firenze (“Spazio Presente. Riscritture dell’Europa dell’est nella letteratura tedesca contemporanea”, 2008). In seguito, ha ottenuto assegni di ricerca post-doc in Italia e in Germania lavorando su temi che riguardano le teorie dei generi letterari e la storia culturale tedesca nel XX secolo. Ha pubblicato numerosi articoli e saggi sulla letteratura e il cinema tedesco, nonché sulle riletture cinematografiche di classici letterari.

Giorgio Pangaro Lavora al Centro Studi del T.S.U. come bibliotecario conservatore della mediateca; 

è curatore (con L. Cimmino, F. Bono e D. Dottorini) della serie “corpo a corpo”, testi monografici dedicati  al rapporto tra cinema e letteratura (ed. Rubbettino); scrive sulla rivista Studi Umbri, di cui è redattore; ha collaborato con L’Enciclopedia Italiana  per il Dizionario Biografico degli Italiani, con voci relative al settore dello spettacolo.

ATTIVITÀ NEL 2012

Il progetto, valutato positivamente dal MIUR, ha beneficiato di una premialità per un importo di 5.000 Euro per il 2012.

PIANO FINANZIARIO 2013

Il progetto prevede un costo di Euro 10.000 per il secondo anno

STATO DI AVANZAMENTO

I proponenti del progetto “Relazioni intermediali e interculturali fra Italia e Germania: cinema e letteratura” nel corso dell’anno hanno definito tempi e modi per avviare la ricerca che si articola sui quattro assi enunciati in sede di presentazione del progetto:

1) una linea di ricerca storico-culturale, volta a indagare la circolazione dei prodotti culturali nel mercato editoriale;

2) una seconda linea di ricerca relativa ai rapporti produttivi e ideativi fra produttori tedeschi e italiani, fra scrittori tedeschi e italiani. Relativamente a questi temi Matteo Galli parteciperà alla conferenza internazionale “Letteratura italiana e tedesca a confronto (1945-1970):
campi letterari, polisistemi, traduzioni”
nel quale saranno indagate le relazioni interculturali fra Italia e Germania nel quadro teorico proposto da P. Bourdieu (Campo letterario) e da E. Zohar (polisistemi); 3) una terza linea di ricerca attiene alla Germania (e Austria) e all’Italia come depositarie di un immaginario collettivo spesso di matrice letteraria o storico-artistica o anche politica che trova spazio all’interno di opere cinematografiche non necessariamente nate da trasposizioni letterarie; 4) la quarta linea è costituita dall’analisi di singole pellicole cinematografiche che traspongono testi letterari dell’altro paese. In novembre sarà costituito un gruppo di lavoro formato non solo dai proponenti, ma da altri studiosi italiani e tedeschi che operano nel campo.

Ultimo aggiornamento 24 Giugno 2021 a cura di IISG