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DiScEPT

Digital Scholarly Editions Platform and aligned Translations
cover Discept

Componenti

Hansmichael Hohenegger, IISG (coordinatore)
Simonetta Montemagni, ILC
Enrico Pasini, ILIESI
Fabio Ciotti, Tor Vergata
Tiziana Mancinelli, IISG
Eleonora De Longis, IISG
Iacopo Chiaravalli, IISG (assegnista di ricerca)
Federico Boschetti, ILC
Angelo Mario Del Grosso, ILC
Federico Meschini, UniTus

 

 

Collaborazioni

Istituto di Linguistica Computazionale “A. Zampolli” – CNR (ILC)
Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee – CNR (ILIESI)
Università Tor Vergata
Università della Tuscia

Descrizione

Il progetto Piattaforma per le Edizioni Scientifiche Digitali e Traduzioni Allineate (DiScEPT) ha l’obiettivo di sviluppare un ambiente digitale sostenibile per la produzione e la pubblicazione di edizioni scientifiche digitali (DSE). DiScEPT nasce come iniziativa italiana, ma dal punto di vista progettuale è essenzialmente dedicato alla creazione di edizioni scientifiche plurilingui, proiettandosi dunque su un orizzonte internazionale. Per questo dovrà integrare strumenti e servizi di editoria digitale con strumenti che possano affiancare varie versioni di un testo o di corpora interi allineando traduzioni di un testo in varie lingue.

Il progetto intende anche esplorare le possibili sinergie con il mondo dell’editoria scientifica specializzata. In questa direzione, la piattaforma renderà anche possibile generare versioni camera ready ad alta qualità che un editore potrà usare per produrre versioni a stampa da immettere nel mercato dell’editoria scientifica di alta qualità, pur mantenendo fruibile l’edizione ad accesso aperto per parte della versione digitale (che sarà più complessa in quanto servirà soprattutto da riferimento archivistico, continuando così a supportare la ricerca). Questo risponde all’ottica di costruire una piattaforma che non sia solo di ricerca ma anche di innovazione sociale, e che possa interagire non solo con la comunità scientifica ma anche con il mondo dell’editoria e della formazione secondaria.

Progettazione e analisi dei requisiti

Per progettare nel modo più efficace una piattaforma aperta e condivisa per le DSE l’analisi teorica e metodologica devono poter interagire produttivamente. La riflessione sulle tecnologie dell’edizione e lo studio sui bisogni e sulle attese della comunità di riferimento devono misurarsi sul successo di casi concreti. Nelle fasi iniziali del progetto l’esame in seminari dedicati sulle opzioni presenti nel panorama delle edizioni critiche digitali (Digital Scholarly Editions-DSE) serve essenzialmente per disegnare il modello di una piattaforma che possa superare i limiti di una discussione solo teorica sulla natura dell’edizione digitale. A tale fine saranno organizzati sessioni di focus group, questionari, e interviste in cui raccogliere suggerimenti, richieste e desiderata di filologi e studiosi (digitali e non), traduttori tradizionali (letterari o pragmatici). esperti di traduzioni automatiche, editori e grafici. Se può essere riportato a indicazioni progettuali per la piattaforma, sono possibili anche interviste e descrizioni dettagliate del modus operandi degli studiosi: non si esclude neanche l’osservazione partecipante di derivazione antropologica. La raccolta dei requisiti, e il modo in cui vengono elicitati, non deve essere distorta dalla prospettiva esclusivamente digitale. Al contrario, i desiderata dei ricercatori devono essere espressi nel modo più genuino possibile. L’interazione tra le varie competenze nel progetto serve a ridurre i rischi di unilateralità metodologica che saranno utili anche a stabilire le possibili estensioni modulari del progetto. Se le strutture portanti della piattaforma per DSE sono stabilite, infatti, già all’inizio del progetto, sono però da subito pensate in modo flessibile e modulare. L’unico limite che si pone all’arricchimento teorico e tecnologico è che la piattaforma rimanga sempre sufficientemente semplice per passare il test pragmatico dell’utilizzo da parte degli studiosi, di chi ha il compito di pubblicare i testi e da chi li studia e li legge.

Architettura della piattaforma

La piattaforma è composta da due ambienti operativi: uno dedicato alla comunità degli studiosi che hanno la responsabilità scientifica nel processo dell’edizione e traduzione (il back-end) e che ne garantiscono la cooperazione scientifica e operativa, fornendo l’insieme degli strumenti di supporto necessari per la costituzione dell’edizione: l’altro (il front-end) è rivolto alla comunità dei fruitori delle edizioni e dovrà rendere disponibile e accessibile l’edizione e l’insieme dei dati prodotti durante il processo editoriale.

L’ambiente di lavoro back-end si configura come un virtual workbench flessibile e modulare, ma allo stesso tempo basato sugli standard (sia di formato sia di processo) che una tradizione di studi ormai pluridecennale nel campo delle DSE ha consolidato. In particolare, sin dalla fase di progettazione preliminare si è previsto di fornire ai curatori e critici testuali diverse modalità operative per la costituzione dell’edizione digitale, che vanno dalla produzione di edizioni direttamente in formato XMI/TEL, lo standard di riferimento internazionale nel settore, alla adozione di modalità operative più user friendly, basate sul concetto di Domain Specific Languages.

L’interazione con la piattaforma non deve presentare un eccessivo costo cognitivo e permettere di concentrare impegno sul processo di edizione, traduzione, lettura. Al back end, che contiene tutti i metadati e i materiali di supporto necessari a seconda del tipo di testo edito e delle esigenze degli editori, si affiancherà un sistema di front-end che permetterà la pubblicazione delle edizioni anche in formato cartaceo. Anche questo modulo della piattaforma fornirà soluzioni flessibili e differenziate, che adottino sia approcci più complessi basati su architettura dinamica client-server, sia approcci client side e di minimal computing. In fase di sviluppo del prototipo, che impegnerà la maggior parte delle risorse nei primi due anni del progetto, si è optato per l’uso e l’adattamento della soluzione di Web Publishing open source TEI Publisher, ampiamente diffuso nella comunità DSE a livello internazionale. La componente di pubblicazione integrerà anche un modulo di gestione dei diritti di accesso ai materiali pubblicati Questo aspetto è di particolare rilievo poiché l’infrastruttura proposta, se da una parte intende collocarsi pienamente all’interno del paradigma dell’Open science, ha anche lo scopo di valorizzare e preservare il patrimonio testuale e le competenze degli editori scientifici specializzati Sara dunque possibile graduare la fruizione del pubblico in base a schemi flessibili di accesso ai contenuti, che accanto alla fruizione aperta prevedono formule di accesso riservato a contenuti ad alto valore aggiunto che possono essere valorizzati economicamente.

Eventi

Ultimo aggiornamento 18 Aprile 2024 a cura di Ilaria Baldini